Antonio Banderas positivo al coronavirus: “Festeggio i miei 60 anni in quarantena”

di redazione Blitz
Pubblicato il 10 Agosto 2020 19:03 | Ultimo aggiornamento: 10 Agosto 2020 19:04
antonio banderas, foto ansa

Antonio Banderas positivo al coronavirus: “Festeggio i 60 anni in quarantena”. Nella foto Ansa, sulla destra appare l’attore da bambino. La foto l’ha pubblicata su Facebook

Antonio Banderas, l’attore spagnolo annuncia di essere “positivo al coronavirus”. Lo dice dai suoi profili social nel giorno del suo compleanno.

Antonio Banderas è stato colpito dal Covid-19 proprio nel giorno del suo compleanno.  

A tal proposito, su Facebook commenta: “Approfitterò dell’isolamento per leggere, scrivere, riposarmi e continuare a fare progetti per iniziare a dare un senso ai miei 60 anni appena compiuti”.

L’annuncio di Antonio Banderas 

Voglio annunciare che oggi, 10 agosto, sono costretto a festeggiare il mio 60esimo compleanno osservando la quarantena.

Prosegue l’attore: “Essendo risultato positivo alla malattia Covid-19, causata dal coronavirus”.

“Vorrei aggiungere che mi sento relativamente bene, solo un po’ più stanco del solito e fiducioso che mi riprenderò al più presto seguendo le indicazioni mediche che spero mi permetteranno di superare il processo infettivo di cui soffro e che sta colpendo tante persone in tutto il pianeta”. “Un grande abbraccio a tutti”, conclude salutando i fan. 

I 60 anni dell’attore spagnolo

Oggi 10 agosto, Josè Antonio Domínguez Bandera, conosciuto in tutto il mondo come Antonio Banderas, compie 60 anni.

Nato a Malaga, da qui è partito a 19 anni con in tasca il diploma della scuola d’arte drammatica e la delusione per una mancata carriera da calciatore nel club cittadino a causa di una frattura al piede.

La sorte gli fa incontrare un fratello maggiore d’elezione, Pedro Almodovar: tra i due la corrispondenza artistica è immediata.

Banderas ha conquistato con “Dolor y Gloria” prima la Palma d’oro a Cannes e poi la nomination all’Oscar (una primizia nel suo palmarès).

 Nel frattempo era diventato una promessa e poi un “valore sicuro” del cinema d’evasione di stampo hollywoodiano.

Ha lavorato con i grandi come Jonathan Demme (l’applaudito “Philadephia” ancora nei panni di un gay), Neil Jordan (“Intervista col vampiro”), Alan Parker (“Evita”), De Palma (“Femme fatale”), perfino Woody Allen (“Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni”).

Ha stretto un’amicizia di ferro con Robert Rodriguez da “Desperado” a “Spy Kids”, ha attraversato tutti i generi (pur con la nostalgia di aver fatto più action che comedy), ma è con “La maschera di Zorro” (1998) di Martin Campbell che è diventato una vera star (fonte: Ansa, Facebook).