Cannes: “Speriamo che Panahi venga liberato”. E Juliette Binoche scoppia in lacrime

Pubblicato il 19 maggio 2010 12:07 | Ultimo aggiornamento: 19 maggio 2010 20:07

Jafar Panahi

A Cannes l’attrice francese Juliette Binoche è scoppiata in lacrime dopo che il regista iraniano Abbas Kiarostami ha parlato del suo collega Jafar Panahi, detenuto a Teheran dal marzo scorso per aver preso parte a movimenti di protesta contro il regime.

“Non perdiamo la speranza” avrebbe detto Kiarostami: prima della Binoche, a cominciare a piangere è stata una giornalista iraniana.

Panahi era invitato a Cannes ed ha mandato un messaggio di ringraziamento e di sostegno alle autorità francesi e a tutti i suoi colleghi. Ora ha cominciato lo sciopero della fame per sensibilizzare l’opinione pubblica.

“Non si può restare indifferenti di fronte a una tale mobilitazione che richiede una risposta e poi comunque il fatto che un cineasta sia improgionato lo ritengo una cosa davvero intollerabile“. Il premiato Leone d’Oro a Venezia, Kiarostami, nell’appello ricorda di come si era messo in prima linea anche durante l’arresto di Mohammad Rassoulof, altro regista iraniano di fama mondiale, inviando una lettera aperta sul New York Times del 9 marzo 2010.

“Convinto che una voce pietosa non sia vana” aveva scritto il regista, continuando: “Spero di non vedere più imprigionato un artista per motivi legati alla sua arte, e di non vedere i giovani cineasti indipendenti sottomessi al disprezzo e alla discriminazione“.

“Se il governo iraniano continua a rifiutare di liberare Jafar allora ci deve spiegare perché un film possa essere considerato un crimine quando neppure è stato iniziato“. Kiarostami al Festival di Cannes ha presentato il suo ultimo film, Copia conforme: la storia di una coppia (William Schimell e Juliette Binonche) che vivono nella campagna Toscana. E che dopo anni di matrimonio si “perdono” per ritrovarsi e per rinnamorarsi.