Carlo Verdone: “Roma, Regione, Polverini… quando la realtà supera la fantasia”

Pubblicato il 21 settembre 2012 14:55 | Ultimo aggiornamento: 21 settembre 2012 14:56
Carlo Verdone

Carlo Verdone

ROMA – “No-o-o-o!… Come faccio a parlà della Polverini e di quel tipo là grasso grasso, di una storia che supera ogni immaginazione? Sto sul set, ho il copione qui davanti, un sacco di pagine, mi stavo a ripetè le battute… La prego, me faccia concentrà…”. Carlo Verdone, intervistato dal Corriere della Sera e da La Stampa, racconta sì dei suoi ultimi film,  ma anche della situazione politica italian, con un occhi di riguardo al Lazio.

Ma come è possibile, continua a chiedersi Carlo Verdone, che “in un periodo come questo, con il senso di precarietà che tutti avvertiamo, con i lavoratori che non sanno come andare avanti, ci sia gente a cui può venire in mente di fare una cosa del genere? Le immagini di quella festa sono inquietanti, e non fanno ridere per niente. Vogliono dire che siamo arrivati all’ultimo stadio, non sappiamo che cos’altro aspettarci. E a noi registi, che dovremmo osservare la realtà e dare un colore a quello che vediamo, non resta molto da fare. La nostra fantasia è superata, quella gente va oltre, anticipano tutto loro, oltrepassando ogni immaginazione”.

A questo punto, dice il regista, “il nostro lavoro diventa durissimo, che satira vuoi fare? Siamo di gran lunga sorpassati, la vera commedia è quella che va in scena nei tg della mattina e della sera”.

La Roma di oggi, dice ancora Verdone, è perfino difficile da raccontare: “Siamo riusciti a far fare un brutto film a Woody Allen!”. D’altra parte, anche un maestro come lui, che cosa poteva raccontare? “Solo una città a cui non va di fare nulla, piena di mitomani, paparazzi, pizze, fusti e belle donne ….Fellini nella “Dolce vita” l’aveva descritta in modo poetico, adesso non potrebbe, si ritroverebbe tra le mani solo una metropoli caciarona”.

Oggi, osserva il regista, “siamo arrivati all’ultimo stadio. Io parlo da fortunato, ma questo è un potere che non ha il termometro della situazione. Davanti agli operai che si arrampicano sui tetti delle fabbriche per protesta, ci vorrebbero, se uno avesse buon senso, esempi di estremo rigore. E meno male che abbiamo Monti, almeno sta facendo il possibile per mettere toppe, e poi dobbiamo ringraziare Mario Draghi”.

Verdone riflette: “Negli ultimi anni vien fuori uno scandalo ogni 48 ore, ci potevamo fare tre finanziarie, e il Paese sarebbe stato sicuramente un poco meno peggio. E invece? Tutti ad accaparrarsi la torta, una fetta a me , un’altra a te, ma qui non è che è finita la torta, qui hanno proprio svuotato la pasticceria”.