Cina, l’attrice di X-Men Fan Binbing è scomparsa. Era stata coinvolta in un’inchiesta per evasione

di redazione Blitz
Pubblicato il 3 agosto 2018 8:30 | Ultimo aggiornamento: 3 agosto 2018 8:30
Cina, l'attrice di X-Men Fan Binbing è scomparsa. Era stata coinvolta in un'inchiesta per evasione

Cina, l’attrice di X-Men Fan Binbing è scomparsa. Era stata coinvolta in un’inchiesta per evasione (Foto Ansa)

PECHINO – Mistero nel mondo del cinema: è scomparsa Fan Binbing, giovane, bella, famosa e ricchissima attrice cinese, protagonista anche di X-Men. Fan, che è anche influencer e testimonial di moda e cosmetici, ha fatto la sua ultima apparizione reale il primo luglio, [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] mentre sui social le sue ultime tracce risalgono al 23 dello stesso mese, poi più nulla. E in molti temono che sia stata inghiottita dalla giustizia cinese, coinvolta in un caso di evasione fiscale che ha già portato all’interrogatorio di alcuni suoi collaboratori e al ritiro del passaporto del fratello.

In particolare il caso di Fan riguarderebbe quello che si presume un doppio contratto, detto anche “contratto yin-yang”, cosa non inusuale in Cina. A maggio sono infatti spuntati due contratti per lo stesso film girato dall’attrice, che è al quinto posto per guadagni, secondo Forbes, tra le attrici mondiali con 45 milioni di dollari, più di Julia Roberts.

Uno dei contratti era da 1,5 milioni di dollari, ed è stato presentato al fisco. L’altro, che si presume fosse quello vero, era da 7,8 milioni, e sarebbe stato tenuto riservato per non pagare le tasse. In altre parole, oltre sei milioni sarebbero stati nascosti al fisco. E così è stata aperta un’inchiesta fiscale a carico di Fan Binbing.

La casa di produzione ovviamente ha smentito. Ma Fan è scomparsa dalla scena. Secondo un articolo poi rimosso dal web, avrebbe ricevuto l’ordine di non lasciare la Cina e di non mostrarsi in pubblico. L’ipotesi più diffusa è che l’attrice sia una delle “vittime”, se così si possono definire, del pugno duro di Pechino contro gli eccessi del mondo del cinema. Come ricorda il Corriere della Sera, lo scorso giugno il Partito comunista è intervenuto con una legge che stabilisce che gli attori di ogni cast non potranno guadagnare più del 40% del costo totale della produzione, e i protagonisti non potranno incassare oltre il 70% del totale dei compensi per gli attori. Il motivo? “Evitare la divinizzazione del denaro, l’evasione fiscale, il sogno cieco di celebrità da parte delle giovani generazioni”.