Cinema America, Paolo Sorrentino: Rinuncio o forse no a cittadinanza Roma

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 settembre 2014 19:13 | Ultimo aggiornamento: 27 settembre 2014 11:25
Cinema America, Paolo Sorrentino: Riapritelo o rinuncio a cittadinanza onoraria Roma

Lo sgombero del Cinema America lo scorso 3 settembre

ROMA – “Se non riaprono il Cinema America rinuncio alla cittadinanza onoraria di Roma“. Queste le parole del regista premio Oscar per “La grande bellezza”, Paolo Sorrentino intervenendo alla trasmissione radiofonica di Serena Dandini su Radio2.

Poi però ci ha ripensato e, come ha rilevato il Messaggero, si è trattato di

“una frase ad effetto, quella del regista Paolo Sorrentino premio Oscar per per La Grande bellezza”.

Dopo la sparata del mattino, in serata, Sorrentino ha corretto il tiro:

“Si tratta semplicemente di una battuta. Ci tenevo a sottolineare la mia vicinanza alla vicenda del cinema America. La cittadinanza onoraria rimane per me un grande onore”.

Forse qualcuno gli ha fatto notare che c’erano diritti di altri e sentenze di Tribunale e anche che l’offesa non era solo per il Comune di Roma, che merita di peggio, ma anche per tutti i cittadini, anche quelli che non appoggiano l’occupazione e non vanno a vedere i suoi film.

Nella giornata di giovedì i ragazzi della neonata associazione Piccolo Cinema America, che nel frattempo si sono trasferiti vicino la sala in un forno concesso dal proprietario in comodato d’uso, avevano ricevuto una lettera dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che si complimentava con loro per “il positivo impulso” dato dal loro impegno in campo culturale.

L’ex cinema America, sgomberato lo scorso 3 settembre era luogo di un’occupazione storica nella Capitale. Cominciata nel 2012, l’occupazione era nata per impedire che il cinema, aperto nello storico rione di Trastevere negli anni Cinquanta, venisse abbattuto per diventare una palazzina con garage sottostanti.

In questi anni, i ragazzi hanno ricevuto la solidarietà anche da molti attori e registi tra cui Carlo Verdone, Paolo Sorrentino e Toni Servillo. Trasformato in un cinema d’essai (quando era aperto ufficialmente, faceva parte delle sale gestite da Cecchi Gori), l’America era molto frequentato e ben voluto dal quartiere: oltre ai film, il cinema aveva una biblioteca ed era diventato un luogo in cui vedere le partite di calcio della Roma.