Cinema: con la nuova legge arriva il “vietato ai minori di 10 anni”

Pubblicato il 30 luglio 2010 15:15 | Ultimo aggiornamento: 30 luglio 2010 18:44
bondi

Sandro Bondi

Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro per i beni e le attività culturali Sandro Bondi ha approvato un disegno di legge che ottimizza il sistema del finanziamento al cinema apportando le modifiche che si sono dimostrate necessarie soprattutto in relazione alla qualita’ dei prodotti cinematografici.

Il disegno di legge Bondi interviene con modifiche sia alla cosiddetta legge Urbani, del 2004, sia alla cosiddetta legge sulla censura del 1962. In particolare, cambia la commissione cinema che non sara’ piu’ divisa in sottocommissioni e sezioni ma diventa un organo consultivo unitaria. Ad istituirla sara’ un decreto del ministro, sara’ presieduta dal direttore generale di settore e composta da non piu’ di otto membri. Per i componenti della commissione, ne’ compensi, ne’ gettoni di presenza, ne’ indennita’. Il testo abolisce gli automatismi nell’individuazione dei film d’essai. Sara’ la commissione per la cinematografia a valutare il riconoscimento dell’interesse culturale, con una istruttoria con audizione del regista e di un rappresentante della produzione.

Viene soppressa la Consulta territoriale per le attivita’ cinematografiche. Il disegno di legge rinvia ad un decreto attuativo le modalita’ di erogazione e quelle di concessione dei contributi percentuali sugli incassi realizzati in sala dalle opere cinematografiche. Cambia l’architettura del sistema di sostegno: con il contributo statale solo a documentari, opere prime e seconde, cortometraggi, sceneggiature originali, eliminando le opere di autori affermati. Un decreto attuativo definira’ poi il numero massimo per ogni esercizio finanziario di film e documentari da finanziare, nonche’ – e questa viene segnalata come novita’ assoluta per la legislazione italiana – i termini temporali entro cui devono essere iniziate le riprese ed entro il quale deve essere richiesto il nulla osta per la proiezione, ovvero il tempo entro il quale deve essere realizzato il film. Eliminati i contributi in conto capitale, ritenuti ”non prioritari tra le finalita’ dell’intervento statale”.

Abrogati gli interventi a favore delle industrie tecniche cinematografiche (mai operativi in concreto per carenza di istanze) e i premi di qualita’, ritenuti ”non prioritari in una situazione di limitate risorse”. Per la promozione, il ddl introduce una razionalizzazione che limita contributi a enti /eventi/ iniziative di carattere nazionale. Infine c’e’ l’introduzione accanto ai divieti gia’ operativi per i minori di 14 e di 18 anni, del nuovo divieto ai minori di 10 anni.Modificato anche il meccanismo di revisione cinematografica: con le modifiche introdotte dal ddl Bondi, viene consentita ”una unica revisione dei film gia’ sottoposti all’esame delle commissioni di revisione, decorsi 12 mesi dalla data di rilascio del nulla osta cinematografico”.