Cinema, esercenti (Anec): "Pericolosa la liberalizzazione delle sale"

Pubblicato il 1 Febbraio 2012 17:22 | Ultimo aggiornamento: 1 Febbraio 2012 17:23

ROMA, 1 FEB – ''Pericolosa e controproducente''. L'associazione nazionale esercenti cinema (Anec), definisce cosi' la norma del decreto semplificazione che rende piu' facili le autorizzazioni per l'apertura di sale cinematografiche entro i 3mila posti. Un provvedimento, sottolinea il presidente dell'associazione Lionello Cerri, ''che liberalizza in modo incontrollato l'apertura sale e che ''avra' effetti dirompenti, accentuando la gia' difficile situazione di moltissime sale, in particolare di quelle tradizionali e dei centri cittadini''.

Secondo l'Anec il provvedimento, ''invece di favorire la concorrenza, blocchera' lo sviluppo armonico del settore''.

L'associazione e' favorevole ad una apertura del mercato, sottolinea Cerri, ''che pero' deve avere come obiettivo, soprattutto con il contributo delle Regioni, la salvaguardia della pluralita' dell'offerta e della specificita' culturale''.

L'associazione degli esercenti ricorda che negli ultimi dieci anni ''la crescita dei multiplex si e' concentrata quasi esclusivamente nelle zone gia' ricche di schermi'', e le sale di citta' sono progressivamente diminuite. ''Questo cambiamento pero' -dice Cerri- non ha portato ad una crescita complessiva del pubblico, che in Italia si attesta ormai da anni intorno ai 100-110 milioni di spettatori. Siamo quindi di fronte non ad una crescita ma ad un travaso di pubblico da una tipologia di sala ad un'altra. Cio' contribuisce alla desertificazione dei centri storici, con casi clamorosi sia in citta' di medie dimensioni, come Pescara o Perugia, sia in grandi centri urbani come Roma, Napoli, Firenze e anche Milano, citta' nella quale i cinema sono quasi scomparsi dal centro''.

Le difficolta' delle sale di citta', lamenta Cerri, ''si ripercuotono sull'offerta di film di qualita', italiani ed europei, che proprio in queste strutture trovano la loro sede naturale, e sulle attivita' collaterali che contribuiscono ad un effetto di socializzazione e aggregazione di grande rilevanza. La liberalizzazione pressoche' totale prevista dal decreto sulle semplificazioni – conclude il presidente dell'Anec – non fara' altro che accentuare queste disfunzioni''.