Con Brüno torna il genio irriverente di Sacha Baron Cohen

Pubblicato il 13 Luglio 2009 10:51 | Ultimo aggiornamento: 13 Luglio 2009 11:06

bruno1Il nuovo film di Sacha Baron Cohen, diretto da Larry Charles, non sarà di certo esilarante come Borat ma rimane una creazione brillante capace di divertire facendo leva su una comicità a tratti brutale e, come prevedibile, politicamente scorretta. Sospeso tra candid camera, documentario e puro surrealismo, Bruno assembla il materiale raccolto da Sasha Baron in mesi di lavorazione in giro per il mondo. Il tutto fingendo di essere Bruno, istrionico giornalista di moda gay austriaco, ospite di sfilate e trasmissioni televisive. Il risultato è un film a tratti geniale nonostante un finale poco convincente, con una quantomai stucchevole parata di star.

Il nuovo personaggio di Sacha Baron Cohen, capelli ossigenati e fare disinvolto, è destinato comunque a diventare il reporter gay più acclamato della storia del cinema. Questa in breve la trama. Bruno viene licenziato dal suo programma “Funkyzeit mit Bruno” per averne combinato una di troppo ad una sfilata a Milano dove il vestito che indossa, una sua creazione, rovina la scena impigliandosi nelle tendine della passerella.

Deluso dalla superficialità del mondo della moda, Bruno si trasferisce a Los Angeles per sferrare un attacco micidiale allo star system. Per guadagnarsi una reputazione il giovane protagonista decide di contribuire a modo suo alla soluzione della crisi in Medioriente. Come? Travestendosi da ebreo ortodosso a Gerusalemme e osservando in presenza di uno dei comandanti delle brigate di Al-Aqsa come i capelli di quest’ultimo siano stati danneggiati dall’eccessiva esposizione al sole.

Ma le peripezie di Bruno non finiscono qui. Prima adotta un bambino africano definendolo “Afro-americano” di fronte ad un pubblico televisivo esclusivamente di colore, poi dà vita ad un programma nel quale la sua uretra si gonfia fino a mostrare la parola “Bruno”…Stranezze ed eccessi che porteranno il giovane reporter ad una conclusione inaspettata. Vale a dire diventare un tipo “normale” come i suoi tre amati eroi: Tom Cruise, Kevin Spacey e John Travolta.

I fan della prima creautura di Baron Cohen, Ali G, non rimarranno certo delusi. E nonostante le prevedibili critiche della stampa che hanno già accusato Bruno di essere un film omofobico salvo ricredersi dopo poche settimane, la nuova pellicola di Baron Cohen ha già sbancato il box office americano: ben 30 milioni di dollari d’incassi al suo primo weekend di programmazione. Che dire, al di là di qualsiasi opinione personale, Sacha Baron Cohen si conferma un genio comico di rara bravura.