Daniel Radcliffe: “Ai tempi di Harry Potter bevevo troppo…”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Ottobre 2013 18:49 | Ultimo aggiornamento: 25 Ottobre 2013 18:50
Daniel Radcliffe

Daniel Radcliffe (LaPresse)

LONDRA (REGNO UNITO) – Si è parlato spesso di un problema con l’alcol per Daniel Radcliffe, l’attore divenuto famoso per il ruolo principale nella saga di Harry Potter.

Lo stesso Radcliffe, in un’intervista al mensile Ok Salute, spiega la causa dei suoi problemi e assicura che non fa e non ha mai fatto uso di droghe: “Già dal quarto film di Harry Potter avevo iniziato a bere troppo. Intendiamoci, non ero alcolizzato, non lo sono mai stato né lo sarò mai. Così come odio ogni tipo di droga. Sono uno molto normale, ma credo che il successo improvviso e la paura di perdere il controllo delle mie facoltà, calato in quella parte, mi avesse portato a rintanarmi nell’alcol.”

Daniel  ha iniziato a bere a 16 anni, e ancora oggi, riguardando i suoi film, è in grado di riconoscere i momenti nei quali non era completamente lucido: “Mi ricordo bene i miei 16 anni, mentre giravo Harry Potter e il calice di fuoco. È a quell’età che ho cominciato a bere, troppo, fino al punto di arrivare sul set il giorno dopo ancora con i postumi della sbronza, con quel malessere tipico di chi ha alzato il gomito. È andata avanti così anche per le altre pellicole. Guardo qualsiasi scena della saga, dal quarto episodio in poi, e posso dirvi all’istante dov’ero reduce da una sbornia o meno. Ma quello sguardo un po’ perso nel vuoto era perfetto per la parte. E nessuno ha avuto mai da ridire. Spaced out, si dice in inglese, sguardo assente. Una tipica espressione da brividi del mio Harry Potter.”

Il giovane attore ha deciso di darci un taglio e di smettere di bere, concedendosi solo un bicchiere di vino ogni tanto: “Ho lavorato su tutto questo da quando ho smesso i panni di quel personaggio. E ho deciso di smettere di ubriacarmi. Bevo solo a cena, ogni tanto. Ma non volevo permettere a me stesso, una volta capite le dinamiche interiori, di affidarmi alla bottiglia per scappare in chissà quale realtà. Scappare è da perdenti, e la realtà è questa qui. Sono un pragmatissimo romantico. E sono una persona con le sue fragilità.”