Eleonora Giorgi: “A casa del pittore Mario Schifano, le mie notti di droga e…”

di redazione Blitz
Pubblicato il 2 marzo 2018 16:48 | Ultimo aggiornamento: 2 marzo 2018 16:57
Eleonora Giorgi: "A casa del pittore Mario Schifano, le mie notti di droga e..."

Eleonora Giorgi

MILANO – Erano gli anni Settanta e a casa del pittore Mario Schifano c’era un gran via vai di attori, intellettuali, artisti. A raccontare quelle notti brave è Eleonora Giorgi che ospite di Peter Gomez a La Confessione, su Canale Nove, ricorda quei tempi turbolenti di sesso, droga e rock’n’roll.

Il racconto dell‘attrice parte da un tragico episodio: la scomparsa del suo fidanzato, Alessandro Momo. Era il novembre del 1974 e Momo perse la vita in un incidente in moto. “Gliel’avevo prestata io”, ricorda con dolore Eleonora Giorgi, che per questo finì pure indagata per incauto affidamento.

Quella tragedia le cambiò la vita e la portò nel famigerato tunnel della droga. Gomez le chiede come sia avvenuto il passaggio da quelle leggere alleroina. “Si trattava di un’appartenenza generazionale – confida l’attrice – Per chi viveva la propria gioventù negli anni ’70, era quasi naturale provare certe esperienze”.

Poi venne il cinema e con esso un ruolo che poco le si adattava: “Mi ritrovai a essere la Lolita d’Italia, un’immagine che non mi corrispondeva per niente. Gli uomini si aspettavano da me un certo tipo di suggestione erotica che non mi apparteneva”.

Ma cosa succedeva esattamente nella casa-studio di Mario Schifano?
“Mario era completamente folle. Io allora non sapevo nemmeno cosa fosse la cocaina. Non capivo perché, vestito di nero, in quella grande casa vuota, zompettasse elettrico da tutte le parti”.

Si racconta che in quella casa girasse molta droga, la incalza il giornalista.
“C’era una pipa di oppio che le persone si passavano di mano in mano – racconta ancora la Giorgi – Io pensavo si trattasse di una cosa indiana, invece mi si incrociarono gli occhi e svenni come ipnotizzata. Ho fatto il sonno più lungo della mia vita”.

Ma ben presto le follie di una sera divennero la regola e venne il tempo della dipendenza. “Mi ritrovai immersa in qualcosa di folle, non mangiavo più, non uscivo più: c’era solo l’eroina”.

Come la assumevate?, chiede Gomez. “La tiravamo, la fumavamo, non era più vita”. Solo con l’arrivo dell’ex marito, Angelo Rizzoli, ha ritrovato la salvezza: “Al di là dei problemi giudiziari che arrivarono dopo, l’incontro con Angelo mi restituì alla vita: andai in clinica e mi disintossicai. Oggi posso dire che è l’unica cosa che non rifarei”.