Ennio Morricone, la carriera del più grande compositore di colonne sonore: oltre 500 film, 2 Oscar

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Luglio 2020 10:42 | Ultimo aggiornamento: 6 Luglio 2020 10:42
Ennio Morricone e la vittoria dell'Oscar

Ennio Morricone, la carriera del più grande compositore di colonne sonore: oltre 500 film, 2 Oscar (foto ANSA)

Il mondo della musica e quello del cinema piangono il più amato compositore di musiche per il cinema, Ennio Morricone. In settant’anni di carriera ha composto 500 colonne sonore, venduto 70 milioni di dischi e vinto due Oscar (uno alla carriera e l’altro per ‘Hateful Eight’ di Quentin Tarantino nel 2016), tre Grammy, quattro Golden Globe, un Leone d’Oro alla carriera, cinque Bafta tra il 1979 e il 1992, 10 David di Donatello, 11 Nastro d’Argento, due European Film Awards e un Polar Music Prize.

Una carriera, quella di Ennio Morricone, sempre all’insegna del continuo perfezionamento: “Non credo di essere un narcisista e ritengo che il successo sia un evento provvisorio ed è duro, molto duro, confermarlo nel tempo”, aveva spiegato in un’intervista. “Ogni volta che penso di aver fatto il massimo, so che si può ancora fare meglio”.

Sempre generoso, Morricone scrisse le colonne sonore delle pellicole d’esordio di una decina di registi destinati a diventare protagonisti del cinema italiano (e non solo): da Lina Wertmuller (‘I basilischi’, 1968) a Marco Bellocchio (‘I pugni in tasca’, 1965), da Silvano Agosti (‘Il giardino delle delizie’, 1967) fino a Carlo Verdone (‘Un sacco bello’, 1980).

Senza contare che sono sue le musiche delle opere seconde di registi come Bernardo Bertolucci (‘Prima della rivoluzione’, 1964), Sergio Leone (‘Per un pugno di dollari’, 1964) o Terrence Malick (‘I giorni del cielo’, con cui vinse l’Oscar per la miglior regia nel 1978).

Nato a Roma il 10 novembre 1928, originario di Arpino, in provincia di Frosinone, Morricone ha vissuto da protagonista le grandi stagioni della cinematografia e della discografia italiana, passando con disinvoltura e sapienza dai set di Cinecittà agli studi di Rca, dagli ‘spaghetti western’ che tanto devono alle sue musiche agli arrangiamenti di oltre 500 canzoni, lavorando con artisti del calibro di Paul Anka, Chet Baker e Mina (sue le note di ‘Se telefonando’ di Costanzo).

Compositore, musicista e direttore d’orchestra con una formazione e diploma da trombettista, a partire dal 1946 ha composto oltre 100 brani classici e ha scritto le musiche di più di 500 tra film e serie tv, oltre che opere di musica contemporanea.

La sua carriera

La sua carriera come arrangiatore per il cinema inizia nel 1955 e cinque anni dopo, nel 1961, firma la sua prima colonna sonora per il film ‘Il federale’ di Luciano Salce.

La fama internazionale arriva con gli ‘spaghetti western’ di Sergio Leone (‘Per un pugno di dollari’ del 1964, ‘Per qualche dollaro in più’ del 1965 e ‘Il buono, il brutto e il cattivo’ del 1966) che gli darà grande fama.

Con Sergio Leone firmerà anche ‘C’era una volta il West’ e ‘C’era una volta in America’. Ma è tutto il western all’italiana ad essergli debitore, tra cui Duccio Tessari e Sergio Corbucci, con titoli come ‘Una pistola per Ringo’, ‘La resa dei conti’, ‘Il grande silenzio’, ‘Il mercenario’, ‘Giù la testa’, ‘Il mio nome è Nessuno’.

E’ autore di colonne sonore, tra i tantissimi, per Bernardo Bertolucci, Marco Bellocchio, Vittorio De Seta, Pasolini e Dario Argento.

Le sue colonne sonore più famose

Ha scritto musiche anche per tantissimi registi internazionali, da Carpenter a De Palma, da Levinson a Nichols, da Malick a Polanski, da Stone a Tarantino.

Ha scritto colonne sonore per oltre 60 pellicole che hanno vinto premi tra cui molte premiate all’Academy Award.

Negli anni Settanta la sua fama è tale che viene chiamato a scrivere il tema ufficiale dei mondiali di calcio d’Argentina del 1978.

L’anno successivo arriva la prima candidatura all’Oscar con ‘I giorni del cielo’ di Terrence Malick.

Prima delusione a cui faranno seguito altre cinque: ‘Mission’ di Roland Joffè nel 1987 (il più doloroso per lui che commentò:

“A quelle musiche tenevo particolarmente”. Invece l’Oscar lo prese Herbie Hancock per ‘Round Midnight’.

“Per carità: non discuto l’artista, ma non erano neanche tutte composizioni originali”.

Ennio Morricone e l’Oscar

Nel 2007 l’Academy gli dà l’Oscar alla carriera che gli viene consegnato da Clint Eastwood.

Il 26 febbraio 2016 il nome di Ennio Morricone viene scritto sulla stella numero 2574 nella celebre Hollywood Walk of Fame.

E’ il preambolo al successo tanto ambito e inseguito (e meritato) che arriva, annunciato, il 29 febbraio 2016:

nella notte degli Oscar trionfa al sesto tentativo nella categoria miglior colonna sonora per le musiche ‘Hateful Eight’ di Quentin Tarantino.

Ennio Morricone era Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana dal 27 dicembre 2017, nonché accademico effettivo dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia e socio dell’associazione Nuova Consonanza impegnata in Italia nella diffusione e produzione di musica contemporanea. Un artista internazionale che non ha mai sentito il fascino di emigrare all’estero malgrado le molte ‘sirene’.

Una sua dichiarazione di qualche anno fa spiega bene il personaggio: “Una volta il produttore Dino De Laurentiis mi offrì una villa bellissima a Los Angeles – raccontò – ma rifiutai. Non avrei mai potuto abbandonare Roma. E’ la città dove sono nato, dove sono cresciuto, a cui si legano moltissimi ricordi. Credo che non potrei vivere in nessun’altra città del mondo”. (fonte AGI)