Ermanno Olmi morto a 87 anni: addio al regista de “L’albero degli zoccoli”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 maggio 2018 10:40 | Ultimo aggiornamento: 7 maggio 2018 11:11
Ermanno Olmi morto a 87 anni: addio al regista da "L'albero degli zoccoli"

Ermanno Olmi morto a 87 anni: addio al regista da “L’albero degli zoccoli”

ROMA – È morto all’ospedale di Asiago nella notte di domenica Ermanno Olmi, 87 anni. Il regista bergamasco di nascita, da tempo combatteva contro una grave malattia, poi risultata fatale, tanto da essere ricoverato d’urgenza la sera di venerdì.

Circondato dai suoi affetti più cari, la moglie Loredana, la figlia Elisabetta ed i figli Fabio ed Andrea, Olmi aveva espresso il desiderio di trascorrere le sue sue ultime ore nella casa di contrada Val Giardini di Asiago, ma purtroppo la morte è sopraggiunta prima che la famiglia potesse organizzare il trasporto per esaudire la sua ultima volontà.

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Ermanno Olmi nasce a Treviglio, in provincia di Bergamo, il 24 luglio 1931. Debutta nel lungometraggio con Il tempo si è fermato (1959), una storia imperniata sull’amicizia fra uno studente ed un guardiano di diga che si dipana nell’isolamento e la solitudine tipici della montagna. Il grande successo arriva nel 1977 con quello che molti considerano il suo capolavoro assoluto, L’albero degli zoccoli, che si aggiudica la Palma d’oro al Festival di Cannes e il Premio César per il miglior film straniero.

Come ricorda Gerardo Rigoni per L’Arena di Verona:

Dopo una dura lotta contro una grave malattia, la sindrome di Guillain-Barré, che lo tiene a lungo lontano dai riflettori, nel 1987 Olmi torna a dirigere una pellicola con il claustrofobico Lunga vita alla signora!, premiato al Festival di Venezia con il Leone d’Argento. L’anno seguente si aggiudica, invece, il Leone d’Oro grazie a La leggenda del santo bevitore, basata sull’omonimo racconto scritto da Joseph Roth adattato da Tullio Kezich e dal regista stesso.

Il film vince anche quattro David di Donatello. Con Il mestiere delle armi, nel 2001, presentato presentato con successo al Festival di Cannes e acclamato a livello internazionale, si aggiudica 9 David di Donatello. Tra i suoi ultimi lavori Torneranno i prati (2014), film ambientato nelle trincee sull’Altopiano di Asiago, che ha vinto 8 David di Donatello, un Nastro d’Argento e un Globo d’Oro.

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