Morto Ernest Borgnine, figlio di italiani e Oscar per “Marty vita di un timido”

Pubblicato il 9 luglio 2012 21:22 | Ultimo aggiornamento: 9 luglio 2012 21:36
Ernest Borgnine

Ernest Borgnine (Foto LaPresse)

LOS ANGELES – L’attore Ernest Borgnine è morto lunedì 9 luglio a 95 anni in un ospedale di Los Angeles.

Non aveva mai dimenticato le sue origini italiane, padre piemontese (Camillo Borgnino) e madre carpigiana (Anna Boselli), e anche in anni recenti aveva fatto visita al nostro Paese.

Aveva vinto un Oscar come miglior attore protagonista per l’interpretazione di ‘Marty, vita di un timido’ negli anni Cinquanta: in quella stessa edizione degli Oscar Anna Magnani vinse la statuetta come miglior attrice.

Nella primavera 2002 Carpi, dove mancava da più di quarant’anni, lo aveva festeggiato con mostre, proiezioni di film e incontri, e la consegna del premio speciale ‘Carpi per la cultura’.

Per celebrarlo, il Comune aveva anche realizzato una mostra che ne ripercorreva la carriera cinematografica, con manifesti e locandine dei principali film da lui interpretati e materiale concesso dalla famiglia di origine della madre.

Tre anni dopo, a 88 anni, Borgnine era a Milano sul set del film ‘La cura del gorilla’, al fianco di Claudio Bisio e Stefania Rocca. ”E’la prima volta che faccio un film in italiano – commentò – e ne ho fatti 184, ma bisogna provare tutto!”.

Il 13 novembre 2006, poi, la presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso, lo aveva ricevuto nel palazzo dell’ esecutivo a Torino e gli aveva donato il simbolo del Piemonte. ”I miei genitori – aveva ricordato anche in quell’ occasione Borgnine – erano italiani: mia mamma di Carpi, in provincia di Modena, dove da ragazzo ho vissuto per qualche anno, e mio padre di Ottiglio, vicino ad Alessandria. Ci sono stato ieri per la prima volta e il sindaco mi ha consegnato la cittadinanza onoraria. E’ stata una grandissima emozione”.

L’attore era stato ospite anche del Torino Film Festival, rassegna cinematografica che quell’anno aveva dedicato una sezione al regista Robert Aldrich, autore tra l’altro di ‘Quella sporca dozzina’, che aveva avuto proprio Borgnine tra i protagonisti.