Festival del Cinema: Milano nella guerra tra Roma e Venezia

Pubblicato il 22 Settembre 2011 0:00 | Ultimo aggiornamento: 21 Settembre 2011 13:40

MILANO – Il cinema è in crisi? Sì, a giudicare dai conti delle case di produzione. No, a giudicare dal numero di festival e rassegne che affollano il programma di appuntamenti di cinefili e appassionati. Oltre ai giganti Venezia e Roma, nuovi e giovani festival, meno pressati dalle pressioni dei media e delle case di distribuzione, si affacciano sul panorama delle rassegne cinematografiche, conservando l’attenzione per il cinema d’autore e tralasciando il glamour, i paparazzi, i capricci dei divi.

Tra i circa 100 tra festival e rassegne che si susseguono nella penisola,da Trento a Taormina, da Bergamo e Giffoni, uno spazio tutto nuovo se lo è guadagnato il Milano Film Festival. Ad aiutare la kermesse milanese a fare breccia nel cuore dei cinefili di tutta Italia (100 mila presenze solo per quest’anno, sedicesima edizione) è, paradossalmente la rivalità storica tra i due giganti cannibali della Mostra del cinema di Venezia, a inizio settembre, e la ottobrina Festa del cinema di Roma.

La rassegna romana, infatti, è nata nel 2007 in esplicita concorrenza con il festival del Lido, ritenuto, almeno in quel periodo, troppo istituzionale e ingessato; da allora le due manifestazioni fanno a gara a sottrarsi pubblico, pellicole e divi. Una guerra tra ricchi che, di fatto, impoverisce entrambi festival e spiana la strada al gigante d’oltralpe Cannes. Così intanto mentre i due grandi festival internazionali si infastidiscono l’uno con l’altro, altre kermesse minori per capitali e numeri stanno riuscendo a guadagnare spazio e autorevolezza agli occhi di pubblico e critica: tra tutti quello, più affermato, di Torino, e quello, ancora in cerca di una sua precisa identità, di Milano.

Nato come festival-concorso di cortometraggi riservato ai giovani filmaker milanesi, negli anni il festival ha saputo trovare una sua specificità impegnandosi nel lavoro di ricerca, selezione e l’inserimento nel circuito di opere cinematografiche marginali. In questo solco si inserisce, dal 2000, lo sforzo di dare respiro internazionale alla manifestazione, organizzando il concorso aperto anche ai lungometraggi e attirando in città, per conferenze stampa e rassegne speciali registi ed autori di fama come, negli anni, Ciprì e Maresco, Terry Gilliam, Ermanno Olmi, Jim Jarmusch e per quest’ultima edizione Jonathan Demme.

Una formula che evidentemente funziona, dal momento che solo quest’anno sono state proiettate più di 350mila film presentati in sette sale, facendo registrare più di 100mila presenze di pubblico, per lo più giovane interessato e lontano dal mondo blasonato di addetti ai lavori e cinematografari annoiati che girano dalle parti del lido o dell’auditorium, che distratti da divi e interviste dimenticano di guardare i film e di seguire la luce azzurra del cinema.