Festival del Cinema di Roma, Valeria Marini: “Produrre è la mia nuova passione”

Pubblicato il 3 Novembre 2010 21:41 | Ultimo aggiornamento: 3 Novembre 2010 22:48

Dopo la tv, il cabaret, la lingerie e chissà cosa altro, Valeria Marini si butta a capofitto in una nuova attività, quella di produttrice cinematografica.

Al Festival del film di Roma presenta oggi in ‘Alice nella città’ la sua prima fatica, una produzione con la Spagna ‘I want to be a soldier’, diretto da Christian Molina, un film che ”vuole denunciare la violenza in televisione, al cinema, nei videogiochi e soprattutto l’assenza di comunicazione genitori e figli”.

La Marini, look usuale miniabito a pelle e tacchi alti, ne parla all’ANSA con entusiasmo. ”Cercavo un progetto da produrre, mi piaceva l’idea di crescere, cimentarmi in una nuova esperienza. Così quando mi è stato proposto il progetto era in fase di sceneggiatura, mi è piaciuto e ho deciso di provare. E’ stato bello andare sul set non solo come attrice ma come produttrice occupandomi di tutto”.

Quarantatre anni decisamente vulcanici la Marini dice di ”non fare la produttrice per sentirsi accettata sul serio. Non mi importa, non è un rivincita verso chi mi vede solo come show girl magari svampita. Io metto cuore e passione in quel che faccio e mi piace che le cosa vadano bene e poi sono un tipo che si adopera perché le cose avvengano, non sto ad aspettare che mi arrivino addosso. La produzione è la mia nuova passione: io sono una grande lavoratrice e un’altrettanto grande sognatrice. Il prossimo sogno? Vorrei diventare mamma”.

5 x 1000

Il mestiere dice di averlo imparato ”da Vittorio Cecchi Gori. Ha vinto 4 Oscar e lo stavo a sentire quando mi parlava del suo lavoro. Io credo nel destino, nel mio c’era scritto anche di fare questo mestiere”.

Valeria Marini va orgogliosa del film: ”Fergus Riordan, il bambino protagonista, un talento incredibile, adesso sta recitando in Ghost Rider con Nicolas Cage e poi sarà nel nuovo film di Sandra Bullock. Sono contenta”.

Adesso come produttrice sta lavorando ”ad altri tre, quattro progetti, ma non ne parlo – conclude smagata, per non togliere visibilità a questo film”.

I want to be a soldier (”uscirà in Italia, sto chiudendo la distribuzione”) racconta di Alex, otto anni e un amico immaginario. Quando sua madre partorisce due gemelli Alex ottiene una televisione in camera, un mondo nuovo e eccitante che trasformerà il suo alter evo nel violento sergente John Cluster.