George Clooney. Funghi, tartufo bianco e cremini “dai dai”, menu da divo a Venezia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 settembre 2017 10:29 | Ultimo aggiornamento: 4 settembre 2017 10:29
George Clooney. Funghi, tartufo bianco e cremini "dai dai", menu da divo a Venezia

George Clooney. Funghi, tartufo bianco e cremini “dai dai”, menu da divo a Venezia (foto Ansa)

VENEZIA – Quale è stato il menu che Ivo a Venezia a preparato per George Clooney e Matt Damon?

Eccolo: fiori di zucca con granchio, fichi e scampi, fondo di carciofo con baccalà, funghi ai ferri, insalata di ovuli con tartufo bianco, tagliolini al tartufo, risotto di funghi con tartufo, “dai dai”, i deliziosi cremini gelati coperti di cioccolato, lanciati dal Bolognese di Piazza del Popolo a Roma. Vino: Tignanello del 2014.

Dicono che Ivo sia una tappa fissa per George Clonney a Venezia. Il ristorante è molto popolare fra i divi di Hollywood; nei giorni del festival, ci sono andati a cena anche Donald Sutherland con tre amici e Jane Fonda con il figlio, l’attore Troy Garity.

Clooney alloggia con la moglie Amal al Cipriani alla Giudecca dove sono arrivati con i gemelli Ella e Alexander per i quali sono state confezionate due piccolissime magliette da gondoliere.

A cena da Ivo, con George e Amal venerdì sera però c’erano anche, oltre a Matt Damon, altri 13 commensali. Protagonista della serata, ha raccontato Giorgia Pradolin sul Gazzettino di Venezia, è stato il tartufo bianco pregiatissimo che il titolare, Giovanni Fracassi ha fatto arrivare per loro da Alba. Alla cena blindata non sono mancati scherzi, battute, e le effusioni tra George e Amal, oltre a riflessioni.

«Hanno molta paura degli attentati – ha spiegato Fracassi – Clooney qui è di casa e si è lasciato fotografare con lo staff, ma fuori tengono molto alla loro privacy e fanno attenzione, più degli anni scorsi. Anche per i bambini».
Un innalzamento di sicurezza per loro e per i gemellini, che in questi giorni sono rimasti al sicuro in albergo. La foto dei neonati, spiegano dal ristorante, varrebbe addirittura un milione di euro.

«Ho chiesto a George perché non prova a mettersi in politica – aggiunge il ristoratore – lo vedrei bene come un secondo Kennedy, è molto democratico. Mi ha risposto di aver già avuto delle pressioni per candidarsi ma a lui piace il cinema, fare i film, non accetta l’idea di dover scendere a dei compromessi, vuole continuare ad essere com’è, uno spirito libero».

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