Harvey Weinstein, nuove accuse: “Mi molestò a 16 anni, ero vergine”

di redazione Blitz
Pubblicato il 1 novembre 2018 19:08 | Ultimo aggiornamento: 1 novembre 2018 19:08
Harvey Weinstein, nuove accuse: "Mi molestò a 16 anni, ero vergine"

Harvey Weinstein, nuove accuse: “Mi molestò a 16 anni, ero vergine”

LOS ANGELES – Si aggrava la posizione di Harvey Weinstein con la denuncia di una ex modella polacca. L’ex re di Hollywood avrebbe abusato di lei nel 2002, quando aveva solo 16 anni. “All’epoca ero vergine”, ha dichiarato la donna, che nei documenti legali è identificata in forma anonima come Jane Doe, pseudonimo che si attribuisce agli sconosciuti.

L’ex modella ha inoltre affermato che per anni, il produttore avrebbe continuato a perseguitarla con minacce e richieste di sesso. All’epoca del primo episodio denunciato era sotto l’età del consenso, stabilita a 17 anni secondo la legge dello stato di New York.

Teatro della molestia sarebbe stato il famigerato appartamento di Weinstein a Soho: il produttore, che aveva invitato la ragazza a un pranzo di affari tre giorni dopo averla conosciuta a una festa dell’agenzia di modelle Next, l’avrebbe portata lì e, senza perdere tempo in convenevoli, si sarebbe slacciato i pantaloni costringendola a massaggiargli i genitali.

“Se vuoi essere una attrice devi fare come ti chiedo”, le avrebbe detto Weinstein lusingando la ragazza con la prospettiva di diventare come Penelope Cruz e Gwyneth Paltrow. “Nessuna delle due sarebbe diventata quella che è senza di me”.

L’avvocato civile di Weinstein, Elior Shiloh, non ha voluto fare commenti. Ben Brafman, che difende l’ex boss di Miramax dalle accuse penali, ha definito “ridicola” la denuncia relativa a storie “vecchie di quasi vent’anni” che “verranno dimostrate false” in tribunale.

L’ex modella sostiene anche che il produttore continuò perseguitarla con richieste di sesso per il successivo decennio: tutte respinte regolarmente nonostante che nel 2004 Winstein avesse ottenuto per lei una particina da comparsa in “Nanny Diaries”.

“Fece di tutto perché non ricevessi lavoro dal momento che non accettavo di andare a letto con lui”, ha detto la donna che è la decima presunta vittima a unirsi a una “class action” contro Harvey, la Weinstein Company e Miramax per aggressione, molestie e associazione a delinquere.