L.A. Zombie, al Festival di Locarno va in scena lo splatter-porno

Pubblicato il 6 agosto 2010 9:35 | Ultimo aggiornamento: 6 agosto 2010 9:50

Il festival di locarno diventa hard con la proiezione scandalo di L.A. Zombie. Girato in sette giorni a Los Angeles il lavoro diretto da Bruce La Bruce garantisce scene porno e amplessi contro natura: il protagonista infatti è uno zombie alieno muscolosissimo e con tatuaggio sulla testa a forma di scalpo (proprio come Francois Sagat, la star del porno gay che lo interpreta) appena uscito dall’oceano comincia subito la sua singolare missione: quella di riportare in vita tutti i cadaveri che incontra utilizzando il suo enorme sesso (a forma di uncino) da collocare con passione nelle ferite dei morti. Ad essere salvifico, a tutti gli effetti, sembra essere il suo copioso seme di colore scuro.

Dopo un reiterato amplesso-rigenerante con un gruppo di attori gay sado-maso, lo zombie dei miracoli, come se avesse ormai finito la sua missione, scava una fossa nel cimitero e ci si seppellisce. ”Tutta la pornografia è arte”, ha detto Bruce LaBruce, (nome d’arte di Bryan Bruce) scrittore, regista, fotografo e sceneggiatore canadese gay.

E ancora dal regista, che vede nel protagonista della sua opera aspetti cristologici, una consapevolezza: ”non faccio film per nessuno in particolare, anche se questo ‘L.A. Zombie’ si può considerare l’anti ‘Saw’ (la serie horror, Ndr) che è un torture porn, mentre il sesso nella mia pellicola non e’ usato per uccidere, ma per dare la vita”.

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