Loro, la scena a luci rosse. Il ministro e Tamara: “Lo senti l’odore della mia f***?”. “Fammi vedere le…”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 aprile 2018 8:12 | Ultimo aggiornamento: 24 aprile 2018 8:12
Loro, la scena a luci rosse. Il ministro e Tamara: "Lo senti l'odore della mia f***?". "Fammi vedere le..."

Loro, la scena a luci rosse. Il ministro e Tamara: “Lo senti l’odore della mia f***?”. “Fammi vedere le…”

ROMA –  “Lo senti?”. “Cosa?”. L’odore della mia f***”. Tamara, la bella moglie del faccendiere pappone Sergio Morra (personaggio ispirato a Gianpaolo Tarantini), interpretata dall’attrice Euridice Axen, incontra il ministro Santino in auto e si toglie le mutandine. “Lo senti?”. “Cosa?”. L’odore della mia f***”. E lui le chiede: “Fammi vedere le tette”.

Questa è una delle scene più discusse del nuovo film di Paolo Sorrentino su Berlusconi, Loro. Loro 1 che uscirà oggi, martedì 24 aprile nelle sale. Loro 2 invece, la seconda parte, uscirà il 10 maggio.

Coca, concorsi di bellezza, pre-olgettine pronte a tutto pur di farsi strada, sederi e tette al vento, qualche amplesso consumato alla buona, casareccio, ex ministri pieni di intrallazzi, il tutto animato da un solo desiderio: arrivare a quell’uomo che tutti chiamano con rispetto ‘Lui’ (Berlusconi/Toni Servillo).

E Berlusconi? Arriva nel film, come chi può solo essere evocato, dopo un’ora e un quarto, e si presenta in maschera (vestito da odalisca), pur di far pace con la sua amata Veronica (Elena Sofia Ricci) che legge Saramago nella sua villa Certosa con tanto di vulcano. La prima puntata è così quasi tutta dedicata a un bravissimo Scamarcio, nel ruolo di Sergio Morra (un possibile Gianpaolo Tarantini), uno che viene dalla Puglia, uno smart che vuole arrivare, un jolly nel sottobosco della politica locale dove procurare sesso a volte equivale a sbloccare un appalto.

E in questa Italia dove i comunisti ancora “mangiano i bambini”, in questa Italia pre-Bunga Bunga (siamo circa nel 2008), troviamo un ex ministro poeta con camicie sgargianti (Fabrizio Bentivoglio) che, dopo aver tradito, non vuole entrare nel cono d’ombra della politica e si inginocchia davanti al Cavaliere. Un Berlusconi che, almeno rispetto a chi gli dà la caccia e vorrebbe essere proprio come lui, non ne esce affatto male. Quello che infatti racconta il premio Oscar Sorrentino è un Berlusconi cinico, spiritoso, ma anche romantico con al servizio un Apicella che lo accompagna con la sua chitarra in ”Malafemmina”, un uomo troppo ricco, capace di far comparire sul prato della sua villa anche Fabio Concato alle prese con una ‘Domenica Bestiale’, la canzone ‘galeotta’ dell’amore tra Berlusconi e la Lario.

Frase cult del film quella che dice Berlusconi prendendo le distanze da una sua presunta omofobia: “Anche io per un 25% sono gay, ma per quella percentuale sono lesbica”. Infine una curiosità sulle note di regia di Sorrentino : “Silvio Berlusconi è molto altro. E non è facile esprimere una sintesi. Per questo devo chiedere aiuto a chi è molto più bravo di me: Hemingway che in Fiesta scrive: ‘Non c’è nessuno che viva la propria vita sino in fondo, eccetto i toreri’. Ecco, parafrasando, forse l’immagine più compendiaria che si può avere di Silvio Berlusconi è questa: un torero”.