Milano, festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina: vince un film iraniano

Pubblicato il 1 Aprile 2011 8:17 | Ultimo aggiornamento: 31 Marzo 2011 21:20

MILANO – Modernità, speranza e femminilità: sono i messaggi di “The Neighbor”, la pellicola iraniana che ha trionfato all’ultimo Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina tra cinquanta nazioni rappresentate e un’ottantina tra film e video proiettati. La ventunesima edizione del festival, ospitato allo Spazio Oberdan in zona Porta Venezia, ha animato Milano attraverso dibattiti e documentari con al centro i paesi più “caldi” del momento: Marocco, Egitto, Siria e tanti altri. Sullo schermo le opere più interessanti dei registi di mezzo mondo, che difficilmente trovano spazio nella “normale” distribuzione cinematografica.

La pellicola vincitrice, dell’esordiente Naghmeh Shirkhan, è stata premiata perché capace di svelare la complessità di rapporti tra figure che si muovono in un mondo lontano da quello d’origine. “Un film che ci fa scoprire un nuovo cinema iraniano” ha motivato il premio la giuria, che ha anche consegnato una menzione a Un Homme qui crie di Mahamat-Saleh Haroun, già premiato al festival di Cannes. L’Asia è poi stata grande protagonista anche grazie alla proiezione di apertura di “A woman, a gun and a noodle shop” una commedia nera diretta da Zhang Yimou, noto ai più per film come “Hero” o “Lanterne rosse”.

Ma il festival ha parlato soprattutto di Africa, con  un primo appuntamento dedicato alla “Tunisia e le altre. Storie in parole e immagini dai paesi del Mediterraneo in rivolta” con gli artisti e i registi nordafricani presenti al festival, per poi passare il giorno successivo a un concerto rap di artisti tunisini con  “Canti dalla rivoluzione tunisina”. Alle normali produzioni si sono affiancati i documentari girati e incentrati sulle rivolte recenti, come “Tunisia 2011. Ri-volta al futuro”, girato da Elisabetta Fornarelli e Andrea Monadi nei giorni della rivoluzione e ricco di contributi filmati durante le manifestazioni e di interviste ai ribelli.

La sezione Raiding Africa, invece, mostrava la Cina attraverso lo sguardo e la telecamera di alcuni giovani registi africani, provenienti da Uganda, Ruanda e Senegal tra gli altri, un progetto sostenuto in collaborazione con il prestigioso Rotterdam Film Festival. Il festival ha lasciato spazio anche a temi più leggeri, con la sezione “E tutti ridono”, in cui hanno gareggiato otto film, selezionati insieme a Gino e Michele, autori di Zelig. “Un nuovo spazio per “portare sui nostri schermi un’immagine non stereotipata di questi paesi, un’immagine di popoli che ridono e che si divertono” motivano la decisione al festival. Protagonista di questa rassegna è stato il campione di incassi indiano “Tere Bin Laden” di Abhishek Sharma, una commedia satirica in cui ilarità, paura del terrorismo e la caccia all’uomo più divertente della storia vanno di pari passo.