Paolo Sorrentino: “Regista mestiere logorante. Altri 4 film poi smetto”

di redazione Blitz
Pubblicato il 25 Maggio 2015 23:08 | Ultimo aggiornamento: 25 Maggio 2015 23:08
Paolo Sorrentino: "Regista mestiere logorante. Altri 4 film poi smetto"

Paolo Sorrentino: “Regista mestiere logorante. Altri 4 film poi smetto”

ROMA – Quello del “regista è un mestiere logorante, ci sono eccezioni lodevoli, però è vero che i registi invecchiando peggiorano”. A parlare è il premio Oscar Paolo Sorrentino che ai microfoni di StaiSerena su RaiRadio2 confessa: “Io avrei intenzione di fare altri 4 film” prima di abbandonare la cinepresa. “Ce li ho in testa tutti e 4. Però non sono molto affidabile, il quarto mi è venuto in mente pochi giorni fa, prima erano tre”.

Sorrentino appena tornato da Cannes prova a lasciarsi alle spalle la delusione per il suo ultimo film Youth e sottolinea la felicità per i super incassi al botteghino, che lo hanno portato a battere anche George Clooney. “So’ soddisfazioni”, scherza con Serena Dandini.

Gli italiani, stuzzica lei, “sono tutti indignati”. “Un po’ di sano patriottismo all’improvviso”, le risponde lui, che alla fine dell’intervista, dopo aver ricordato che a giorni compirà 45 anni, butta là il notizione: tra quattro film smette.

Youth la Giovinezza, gli fa notare Dandini è in sala solo da mercoledì e ha già incassato 2 milioni 622 mila euro, “una cifra lunga”. Il film “sta andando benissimo – commenta lui – siamo molto contenti. I presupposti erano pericolosi e invece la gente dimostra di essere molto più intelligente di quello che uno crede”. Non è andata bene a Cannes, andrà bene a Venezia e agli Oscar, insiste Dandini. Lui si schermisce: “Non è una regola fissa, speriamo…”. Ancora su Cannes: “Com’è andata? Un aneddoto?”

“Il più significativo è che è venuta mia sorella che ha un sistema di valori secondo il quale la cosa più importante è apparire in tv, ha incontrato Concita De Gregorio, le ha chiesto ‘lei scrive ancora per il manifesto?'” Per poi aggiungere: “Quand’è la prossima volta che vedo mio fratello in tv?'”.

E’ vero che le hanno detto che Youth sembra il film di un regista più vecchio? “Me l’hanno detto, in realtà è il film di uno che tiene a cuore i temi del desiderio e del futuro, temi che riguardano anche i ventenni..”.

E’ un film, incalza Sorrentino, “che spero sia ottimista in maniera intelligente, nella misura in cui dice che non bisogna mai smettere di occuparsi del futuro come possibilità”. I due protagonisti Caine e Keitel hanno due visioni opposte della vita, “io mi riconosco in entrambi, mi appartiene a giorni alterni sia la passione affamata per le cose ma anche una sana distanza dalle cose”.

Si parla della sceneggiatura, pubblicata da Rizzoli e scritta come fosse un romanzo: “Le sceneggiature le scrivo così, cerco di intortare i produttori”, scherza lui. E poi la musica e l’ironia, che Sorrentino spiega di cercare anche nei compagni di lavoro: “La vita del set è lunga e va oltre il lavoro, prosegue anche a cena circondarsi di persone con cui si va d’accordo e con le quali si può sfuggire alla noia è importante”.

Si cita la lite sul set con Keitel: “E’ vero che lui non se ne è accorto?” “Io parlo male in inglese…” E ancora, la dedica a Rosi, il personaggio simil Maradona, il pibe de oro come l’ha presa? “Bene, mi ha mandato un messaggio dove mi ringrazia”. Ora comincerà a girare la fiction The Young Pope: “Mi piacerebbe tanto parlarne, ma mi hanno detto che non devo..” Una notizia comunque arriva: con il protagonista Jude Law, rivela Sorrentino, ci sarà Silvio Orlando.