“La prima cosa bella” di Virzì candidato italiano all’Oscar

Pubblicato il 29 Settembre 2010 13:40 | Ultimo aggiornamento: 29 Settembre 2010 15:02

Claudia Pandolfi, Paolo Virzì e Stefania Sandrelli

È ‘La prima cosa bella’ di Paolo Virzì il film designato dall’Italia come candidato all’Oscar per il miglior film straniero. Il film è stato scelto da un comitato di selezione istituito, in accordo con l’Academy Awards, presso l’Anica e composto dai premi Oscar Gabriele Salvatores e Dante Ferretti, dai critici Alberto Crespi, Roberto Escobar e Alessandra Levantesi, dalla giornalista Gloria Satta, dai produttori Conchita Airoldi, Angelo Barbagallo, Aurelio De Laurentiis, Adriano De Micheli, Mario Gianani e Fulvio Lucisano, dai distributori Paolo Ferrari e Andrea Occhipinti e dal direttore generale per il Cinema Nicola Borrelli.

La votazione si è svolta nella sede Anica di Roma con un’audizione dei produttori dei singoli film autocandidati da parte della commissione di selezione, che subito dopo si è pronunciata attraverso un voto.

La prima cosa bella sarà a sua volta esaminato da una commissione dell’Academy Award, insieme ad altri film provenienti dalle cinematografie di tutti i continenti. Il 25 gennaio 2011 si saprà quali saranno i cinque film stranieri nominati che si sfideranno domenica 27 febbraio al Kodak Theatre di Los Angeles.

Virzì: Grande responsabilità, ma sono orgoglioso. ”Molto orgoglioso, caricato di una bella responsabilità ma fiducioso. Domani partiamo per Los Angeles, cominciamo la campagna per i Golden Globes e chiudiamo la trattativa per la distribuzione americana”. E’ contento, adrenalinico, il regista Paolo Virzì, commentando all’Ansa la designazione di La prima cosa bella come film italiano candidato all’Oscar per il miglior film straniero.

”Questo film, e io sono il primo ad essere stupito perche’ sono una bestia, e’ pieno di amore e anche di un sentimento di conciliazione con i dolori della vita, elementi questi universali che spero colpiscano i membri dell’Academy e il pubblico americano. E poi c’è l’Italia, una Toscana verace che non è certo stereotipata”, aggiunge Virzì.