“Prince of Persia è un film razzista”. E in Usa scatta il boicottaggio delle minoranze etniche

Pubblicato il 25 Maggio 2010 12:11 | Ultimo aggiornamento: 25 Maggio 2010 12:36

Jake Gyllenhaal in 'Prince of Persia'

‘Prince of Persia’ sarebbe un film razzista. La pellicola, che la Disney ha tratto dallo storico videogioco ambientato fra le sabbie dei deserti mediorientali, negli Stati Uniti sta suscitando polemiche ancor prima di uscire nelle sale. Se la saga videoludica aveva sorpreso molti critici, oltre che il pubblico, per la capacità di mostrare gli abitanti del mondo mediorientale come principi e cavalieri anziché come pericolosi terroristi, il film al contrario ha suscitato forti proteste da parte delle comunità asiatiche e musulmane negli Usa che puntano il dito contro la scelta da parte della produzione di non ingaggiare tra il cast nessun attore asiatico, neppure per i ruoli chiaramente etnici.

A vestire i panni del protagonista, il principe persiano, c’é l’americano Jake Gyllenhaal, già noto sul grande schermo per Donnie Darko, Jarhead e Brokeback Mountain. Al suo fianco la giovane attrice inglese Gemma Arterton che interpreta una iraniana e il più esotico fra i membri del cast, il premio Oscar Ben Kingsley, di sangue indiano ma tanto inglese da vantare il titolo di Sir, è stato ingaggiato per il ruolo del cattivo. Anche i personaggi minori, come riporta il Los Angeles Times che ha raccolto le proteste dei rappresentati delle comunità musulmane, sono rappresentati da bianchi.

Il film, che unisce la trama dei vari capitoli del videogioco, uscirà questo fine settimana negli Stati Uniti e solo allora sarà possibile capire se la proposta delle associazioni asiatiche e musulmane di boicottare la pellicola avrà fatto presa sul pubblico.