Cinema

Quinto Gambi, il vero “Monnezza” che ispirò Tomas Milian, è morto

quinto-gambi-monnezza

Quinto Gambi, il vero “Monnezza” che ispirò Tomas Milian, è morto (foto Facebook)

ROMA – Quinto Gambi, il vero “Monnezza” che ispirò Tomas Milian, è morto. A suo modo, quella notte al Piper del 1966 si celebrò un incontro storico per il cinema italiano, cinema di serie B non ancora assurto alle vette estetiche del cult-movie: Tomas Milian e Quinto Gambi, tra un bicchiere di whiskey e l’altro, fecero subito amicizia fino a diventare inseparabili, fino a confondere le proprie fisionomie, sintetizzate da una bella faccia sormontata da riccia chioma fluente, barba incolta, modi rozzi ma seducenti, intercalare romanesco e improbabili tute come divisa.

Parliamo del personaggio del “Monnezza”, direttamente ispirato a Quinto Gambi che, pochi mesi il suo più famoso alter ego, è morto all’età di 84 anni. Milian e Gambi erano infatti coetanei. Il primo, esule cubano in Usa, aveva fatto fortuna in Italia oscillando tra il cinema d’autore (Maselli, perfino Antonioni) e il poliziottesco tutto spari, carambole e parolacce, il secondo veniva da Tor Marancia da una famiglia di “pesciaroli” con il banco al mercato Trionfale. Per decenni furono “gemelli” sullo schermo e fuori: l’originale faceva da controfigura all’attore, un sosia di fatto.

Sono una ventina i film che hanno fatto insieme. Gambi diventa la controfigura di Tomas Milian sull’asfalto dei set: salti, botte, spari, rotolate. Ma gli insegna anche come si mangia un piatto di pasta aglio, olio e peperoncino, con gli occhi spalancati da fame antica, o come si sputa lontano, senza rincorsa. Addirittura come si fa a botte in borgata. (Cecilia Cirinei, La Repubblica)

 

To Top