Renato Pozzetto: “Ho amato solo mia moglie Brunella. Per lei ho fatto il pendolare tutta la vita”

di redazione Blitz
Pubblicato il 2 luglio 2018 23:35 | Ultimo aggiornamento: 2 luglio 2018 23:35
Renato Pozzetto: "Ho amato solo mia moglie Brunella. Per lei ho fatto il pendolare tutta la vita"

Renato Pozzetto: “Ho amato solo mia moglie Brunella. Per lei ho fatto il pendolare tutta la vita” (Foto Ansa)

MILANO – Oltre sessanta film all’attivo, spettacoli a teatro e collaborazioni con i più grandi comici italiani. Ma una sola donna: sua moglie Brunella.  [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] E’ un Renato Pozzetto inaspettato quello che emerge nell’intervista rilasciata a Paola Pellai di Libero Quotidiano. 

Il 14 luglio il comico milanese festeggerà 78 anni a Laveno, paese sulle sponde del lago Maggiore dove ha una grande casa in cui ogni estate accoglie la famiglia, o meglio, “la tribù: due figli, mia cognata e 12 nipoti. Io e loro insieme per un mese”.

Un bel futuro da nonno forse insperato per chi era nato nella povertà:

“Sono un figlio della guerra. Abitavo nelle case popolari nell’estrema periferia di Milano, ce la bombardarono quando avevo solo due anni. Ci siamo salvati rifugiandoci in cantina. Mio papà era un impiegato di banca, mia mamma una casalinga e avevo tre fratelli. Abbiamo sofferto la fame, imparando a fare i conti con le rinunce. Sfollammo a Gemonio, nel Varesotto, dove incontrai Cochi Ponzoni. Quello che il destino ti toglie, in qualche modo te lo restituisce. Facevo gruppo con Cochi e gli altri bimbi di Gemonio. Giravo per il paese con una bici scassata, giocavo a palla, frequentavo l’oratorio. Poi la guerra finì e a 6 anni tornai a Milano con una famiglia messa ko. Abbiamo sempre vissuto tra piazzale Corvetto e piazza Abbiategrasso, conoscendo la povertà. Da adolescente non avevo i soldi neppure per il biglietto del tram, il numero 3, quello che ci portava in centro a guardare le vetrine. Ci andavo a piedi. Non ho mai provato rabbia nei confronti della vita, anche se non avevamo niente. Niente, a parte le parole. E con quelle giocavamo. Mi sono diplomato con fatica al Carlo Cattaneo in piazza Vetra. Milano era tutta da ricostruire, era un cantiere a cielo aperto. Ero affascinato dalle gru e dalle costruzioni che riprendevano forma. Ci giravo intorno, ci curiosavo dentro. Per un anno ho pure esercitato da geometra, ma non era la mia strada. Grazie a una legge che dispensava dal servizio militare chi aveva più fratelli che lo avevano fatto, mi sono ritrovato libero e ho iniziato a fare il saltimbanco con Cochi”.

Da lì il passaggio al cinema,

“che ha coinvolto prima me e poco più tardi Cochi. Nessuna incomprensione in 10 anni di lavoro, poi 30 di cinema separati, poi di nuovo uniti in teatro nel 2000. E non è detto che non ci possa essere un’altra tappa…. Lui è il mio amico per sempre”.

Nonostante la lunga e intensa carriera, nessun gossip ha mai sfiorato Pozzetto:

Io ho fatto il cinema, non il gossip. Ho avuto la fortuna di essere stato sempre innamorato di mia moglie Brunella che ho perso nel 2009, pochi giorni prima di Natale. Ci siamo conosciuti da ragazzini sul lago Maggiore ed è stata una compagna fantastica, estranea al mondo dello spettacolo. Il cinema mi tratteneva a Roma, per questo avevo preso una bella casa vicino al Colosseo. Ma lei non ha mai voluto trasferirsi. Ho fatto il pendolare tra Roma e Milano per amore della mia famiglia. È il pilastro della mia esistenza, mi piace stare con chi amo”.