Robert Evans è morto: addio al produttore del Padrino, Chinatown e Rosemary’s Baby

di redazione Blitz
Pubblicato il 1 Novembre 2019 6:15 | Ultimo aggiornamento: 1 Novembre 2019 2:25
Robert Evans è morto: addio al produttore del Padrino, Chinatown e Rosemary's Baby

Robert Evans, produttore cinematografico, è morto a 89 anni (Foto Ansa)

LOS ANGELES – A Beverly Hills, è morto a 89 anni Robert Evans, produttore di Hollywood che negli anni ’60 e ’70 ha realizzato una serie di film di successo tra cui “Chinatown”, “Il Padrino” e “Rosemary’s Baby”  e che ha vissuto una vita personale all’insegna dell’eccesso: sposato sette volte, fu condannato per traffico di droga.  

Nato nel 1930, fu notato a 26 anni dall’attrice Norma Shearer mentre era a bordo piscina del Beverly Hills Hotel, si era concesso una pausa dal noioso lavoro di venditore di pantaloni da donna. La Shearer convinse il marito e produttore cinematografico Irving Thalberg a ingaggiarlo in un film interpretato da James Cagney. Anche se Evans è poi passato dalla recitazione alla produzione, è stato lì che ha aperto la strada per diventare un colosso dell’industria cinematografica hollywoodiana.

Nel 1966, aveva 36 anni, è alla guida della Paramount e durante i nove anni produce “Rosemary’s Baby”, “Il Padrino”, “Serpico e “Love Story”, la cui protagonista Ali MacGraw diventerà la sua terza moglie. Tuttavia, la sua vita privata era forse più vivace dei film che produceva: come i suoi amici Jack Nicholson e Warren Beatty, Evans – affascinante e senza scrupoli – era un incallito dongiovanni, si sposò sette volte, nessun matrimonio durò più di tre anni e uno soltanto nove giorni.

Infischiandosene allegramente della monogamia ebbe delle relazioni amorose con Grace Kelly, Raquel Welch, Ava Gardner, Lana Turner, Liv Ullmann e Margaux Hemingway.

L’edonista perennemente abbronzato ha dato le feste più scandalose di Hollywood, è stato condannato per possesso di cocaina da cui era dipendente e persino coinvolto in uno scandalo per omicidio. Il 1984 è l’anno della disastrosa produzione di “Cotton Club” di Francis Ford Coppola, che costò la vita al suo business partner Roy Radin, ucciso nel corso delle riprese da una donna per essere stata esclusa dal film.

Dopo lo scandalo aveva provato a riaffermarsi ma a causa della dipendenza dalla cocaina e una serie di film sbagliati, la carriera e la reputazione erano ormai compromesse.

Fonte: Daily Mail