Roma, Cinecittà apre al pubblico. Benigni: "E' la nostra madre"

Pubblicato il 28 Aprile 2011 20:55 | Ultimo aggiornamento: 28 Aprile 2011 21:12

ROMA – ”Cinecitta’ e’ la nostra madre, per me non un ricordo ma un ministero di ricordi. Da qui siamo nati tutti”: Roberto Benigni, sciarpa rossa al collo, apre a suo modo, compreso un saltello di gioia per fotografi e telecamere, ‘Cinecitta’ si mostra’, il percorso espositivo che da domani e fino al 30 novembre fara’ accedere il pubblico per la prima volta negli storici stabilimenti cinematografici italiani permettendone di percorrere i viali, vedere i set, gli arredi, le scenografie, i costumi e la post produzione.

Con Benigni c’era stasera all’inaugurazione a inviti Carlo Verdone per il quale Cinecitta’ e’ ”uno dei luoghi preferiti della mia infanzia: mio padre Mario dirigeva il centro sperimentale di cinematografia e quando c’era da divertirsi con qualche bel film in costume mandava un assistente a prendermi e portarmi sul set, come fosse un parco giochi”.

Alla spicciolata sono arrivati il sindaco di Roma Gianni Alemanno, il presidente della Regione Renata Polverini, quello della Provincia Nicola Zingaretti e poi tanti rappresentanti del cinema, da Lina Wertmuller a Giuliano Gemma, a giovani attori come Federico Scianna, registi da box office come Massimiliano Bruno, la costumista premio Oscar Milena Canonero.

Per tutti loro, con la guida d’eccezione del presidente di Cinecitta’ Studios Luigi Abete e uno degli azionisti Aurelio De Laurentiis, e con Benigni e Verdone in testa, un giro per le palazzine tirate a lucido e fino in fondo alle grandi scenografie come la cosiddetta Broadway dove Martin Scorsese ha ambientato Gangs of New York, la Firenze del Cinquecento dell’ultimo Amici miei, la capitale antica del serial americano Rome perfettamente ricostruita, metri quadri di impressionante magia a solo voler credere nel sogno del cinema.

Ci hanno creduto, tra i tanti in questi decenni, Federico Fellini per il quale ”la prima volta che ho udito questo nome, Cinecitta’, ho percepito che quella era la citta’ dove avrei voluto abitare e che avrebbe fatto parte della mia vita”; Francis Ford Coppola che ha definito Cinecitta’ ”un luogo dove si puo’ fare qualsiasi cosa e farla bene” e Scorsese per cui ”Cinecitta’ e’ il simbolo del cinema italiano, con artigiani assolutamente straordinari”. E continueranno a crederci Bernardo Bertolucci, Carlo Verdone e probabilmente Woody Allen, tutti attesi questa estate qui a Cinecitta’.

La mostra, nell’ambito delle celebrazioni dei 150 anni dell’Unita’ d’Italia, e’ un progetto del vice direttore generale degli Studios, Giuseppe Basso, e curata da Elisabetta Bruscolini, direttore generale del Centro sperimentale di cinematografia production. Per Luigi Abete, questa mostra e’ ”un progetto pilota che ci portera’ presto verso il Museo del Cinema permanente di Cinecitta’. Vogliamo far conoscere le nostre attivita’, visto che siamo stati coinvolti negli ultimi tempi in maniera impropria in una serie di vicende negative solo per assonanza del nome. Siamo stati tirati in ballo – ha proseguito Abete – nei tagli al cinema, che invece riguardavano Cinecitta’ Luce e in interessi pseudo politici locali.

C’e’ chi vorrebbe far tornare Cinecitta’ Studios, privatizzata ormai da 13 anni, un pezzo dello Stato italiano e quindi gestita senza bilanci e senza rendiconti di merito”. Tante le memorabilia di Cinecitta’ in mostra, dal meraviglioso mantello oro di Liz Taylor in Cleopatra all’abito beige primi Novecento di Silvana Mangano in Morte a Venezia, dall’abito arlecchino di Anna Magnani nella Carrozza d’oro a quello celestiale di Sofia Loren in Questi Fantasmi, fino all’abito talare di Michel Piccoli in Habemus Papam di Moretti.