Sabina Guzzanti: “Politico assolto non è innocente è solo che mancano le prove”

di redazione Blitz
Pubblicato il 3 settembre 2014 16:05 | Ultimo aggiornamento: 3 settembre 2014 16:42

VENEZIA – “Un politico assolto non è innocente, vuol dire solo che non sono state trovate le prove”. Sabina Guzzanti risponde così alle polemiche suscitate alla presentazione fuori concorso alla mostra del Cinema di Venezia, del film “La Trattativa”. Il film ricostruisce, mescolando ricostruzioni con attori e interviste reali e immagini di repertorio, in una formula di docu-fiction, le tappe della trattativa Stato-mafia. Trattativa provata e certa alla luce del Sabina Guzzanti sillogismo: politico mai innocente anche se assolto, quindi politico sempre colpevole. Unica distinzione possibile tra politico colpevole con “prove trovate” e politico colpevole con “prove non ancora trovate”.

”Se mi aspetto polemiche o attacchi? Il film, purtroppo, è piuttosto inattaccabile, per i contenuti straverificati e i fatti realmente accaduti”, dice la Guzzanti. Il suo film fuori concorso oggi a Venezia che ricostruisce il patto tra lo Stato e la mafia. Il processo è ancora in corso, ”ma questo non significa che l’opinione pubblica o la politica non possano occuparsene, non è che non si può entrare in fatti realmente accaduti. Quanto ai risultati del processo – prosegue rispondendo ad una domanda di un giornalista tedesco – in Italia siamo abituati ad aspettarli e anche a non trovare colpevoli. Lei è tedesco e forse non lo sa, probabilmente anche in questo caso non si troverà un colpevole, in Italia accade. E poi un politico assolto non è innocente, significa solo che non sono state trovate le prove”.

Secondo la Guzzanti, ”se non ci fosse stata la trattativa tra lo Stato e la mafia, questo sarebbe un paese diverso e migliore e forse avremmo ancora due persone in gamba come Falcone e Borsellino”. Il film ”è stato fatto in onestà totale nel presentare eventi realmente accaduti e distinguendo quello che è repertorio, intervista vera da finzione con gli attori per quanto documentata. Questo meccanismo permette di avere libertà creativa, umorismo e una recitazione brechtiana e al tempo stesso lo spettatore sa in ogni momento cosa sta guardando”.

Il film, oggi 3 settembre è stato presentato alla stampa e tratta una delle vicende  più intricate della storia italiana recente. La pellicola è piena di interrogativi e provocazioni sullo stile di quello già fatto da Michael Moore negli Stati Uniti. Il film farà molto discutere: qualcuno avrebbe voluto addirittura che “La trattativa” fosse in lizza per il Leone d’Oro. Qualche giornale ha scritto che la Mostra avrebbe dovuto dimostrare più coraggio.

Le foto dell’arrivo di Sabina Guzzanti (LaPresse)