“San Valentino di sangue”: film horror con picconate e coltelli in 3D

Pubblicato il 28 aprile 2009 16:45 | Ultimo aggiornamento: 28 aprile 2009 16:45

Uscirà nelle sale italiane l’8 maggio il film di Patrick Lussier “San Valentino di sangue 3D”. La pellicola è il primo splatter (genere cinematografico che deriva dall’horror estremamente violento e ricco di sangue) ad utilzzare la tecnica del 3D, con lo spettatore che indossando gli appositi occhialetti, avrà la sensazione di essere nel film, con schizzi di sangue e lame affilate che gli passano a distanza ravvicinata.

Il film, giudicato dai critici americani come uno dei più violenti nella storia del cinema, è il remake de “Il giorno di San Valentino”, cult movie del 1981. Quentin Tarantino lo ha definito «il mi­glior splatter di tutti i tempi».

Il film si svolge in una miniera di Harmony gestita dalla Hanniger Mining Company, dove crolla un tunnel e sei operai rimangono intrappolati. All’arrivo dei soccorsi, alcuni operai si sono uccisi tra loro a colpi di picche, gli unici superstiti sono Harry Warden (caduto in coma irreversibile) e Tom Hanniger (figlio del direttore della miniera). Si viene a sapere che il colpevole dell’incidente è Tom, che inarvertitamente ha lasciato aperte le bocche del metano causando l’esplosione. A un anno di distanza dalla tragedia, il giorno di San, Valentino Harry Warden si risveglia dal coma ma totalmente cambiato. Infatti uscendo dall’ospedale uccide chiunque gli si pari contro cercando di raggiungere la miniera. Ma proprio nel sito si sta tenendo una festa tra i giovani della cittadina, e all’arrivo di Warden inizia la strage, armato di piccone.

«Al classico terrore vecchio stampo — dice il regista Patrick Lussier —, abbiamo aggiunto un tocco nuovo, c’è molto di più: per­ché è un film in 3D, e perché ricorre a uno stile sconosciuto agli horror che in genere si li­mitano a essere una serie di trucchi ed effetti speciali per sorprendere il pubblico, la narrazione è totalmente assen­te. Invece nel nostro film la storia è fondamentale».