Scientology, il documentario di Alex Gibney: i vip, le testimonianze e i reclutamenti horror

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Giugno 2015 15:47 | Ultimo aggiornamento: 24 Giugno 2015 15:47
John Travolta (foto Ansa)

John Travolta (foto Ansa)

ROMA – Il regista newyorchese Alex Gibney ha presentato al Sundance Film Festival Going Clear “Scientology e la prigione della fede”, documentario che esce questa settimana nei cinema italiani. Con questo documentario, Gibney cerca di offrire un quadro il più possibile documentato sulla chiesa di Scientology. Fondamentali le testimonianze dirette di alcuni ex membri di Scientology. Tra i testimoni intervistati il regista Paul Haggis, premio Oscar 2004 per il film Crash, l’attore Jason Beghe, Marty Rathbun, per anni braccio destro del presidente di Scientology David Miscavige e  Mike Rinder, ex portavoce della comunità. Hanno rifiutato l’intervista invece altri famosi ex membri o ancora membri di Scientology tra cui Tom Hanks, Nicole Kidman e John Travolta.

Ma che cosa esce da tutto questo materiale? – scrive Paolo Mereghetti del Corriere della Sera – Soprattutto il meccanismo coercitivo con cui Scientology riesce a trasformare i suoi aderenti in fedeli fanatici, capaci di tagliare i ponti (o «disconnettersi» nel loro gergo a metà tra il fantascientifico e il visionario) con quella parte delle loro famiglie che non condividono le stesse convinzioni. Come dice Paul Haggis alla fine del film «quando credi, non pensi con la tua testa» e tutto il meccanismo messo in pratica da Scientology sembra finalizzato proprio a fortificare questo spirito di appartenenza e queste pratiche di indottrinamento.

Per farlo, questa chiesa, riconosciuta tale dal governo degli Stati Uniti nel 1993 dopo un lungo braccio di ferro fiscale (le religioni sono esentate dal pagare le tasse), mescola le fantasiose teorie fantascientifiche messe a punto dal suo fondatore Ron Hubbard con pratiche che incrociano autoanalisi e confessionale. Per liberare il corpo dagli spiriti malvagi che un fantomatico dio Xenu avrebbe lanciato contro l’umanità 75 milioni di anni fa, ognuno deve «scavare» nella propria mente attraverso una lunga pratica di colloqui riservati chiamati «auditing» capaci di cancellare traumi e sensi di colpa. Un processo, naturalmente a pagamento (il patrimonio del movimento è stimato intorno ai 3 miliardi di dollari!), che di fatto offre la possibilità di conoscere debolezze ed errori di ognuno. Se poi queste informazioni servono ai singoli membri per diventare «clear», cioè ripulito da ogni paura, o a Scientology per ricattare e stringere a sé i propri membri (come sostengono gli intervistati) è il nodo che il film lascia sciogliere all’intelligenza dello spettatore.