Sharon Stone tra beneficenza e cinema: “Se ho smesso di recitare è tutta colpa di Bush”

Pubblicato il 2 Dicembre 2010 11:19 | Ultimo aggiornamento: 2 Dicembre 2010 11:19

Sharon Stone

Sharon Stone attivista: a 52 anni compiuti l’attrice sex symbol di Basic Instinct è sempre più alla ribalta delle cronache per il suo impegno in beneficenza piuttosto che per i suoi film.

Un percorso iniziato nel 1994, quando venne chiamata a sostituire Liz Taylor, malata, all’annuale gala di beneficenza amfAR, la fondazione americana per la ricerca contro l’Aids. Per sedici anni Stone resta nella fondazione come Global Fundraising Chairman.

E ora la sua ultima battaglia per portare l’acqua potabile in Africa. “E’ stata un’evoluzione naturale”, racconta al Corriere.it, presentando il progetto Drop in The Bucket legato alla collezione di gioielli Damiani Maji, da lei firmata, e i cui proventi andranno in parte a finanziare associazioni no-profit che vogliono realizzare pozzi di acqua pulita in Uganda e Sudan per combattere l’altissimo tasso di mortalità, soprattutto infantile.

Per dare il suo contributo alla causa è stata la stessa Stone a disegnare i gioielli Maji (parola che in swahili significa ‘acqua’). “Il mondo della moda e del design mi affascina – rivela -, la mia nuova carriera futura potrebbe essere proprio come stilista. Magari in Italia”.

Ma prima di tutto c’è il suo continuo impegno umanitario: “Sono orgogliosa di poter affermare che amfAR ha contribuito alla creazione di farmaci miracolosi che impediscono la trasmissione del virus Hiv dall’utero materno al feto – spiega -. In Africa ho toccato con mano come il problema continua anche dopo il parto, quando i neonati a rischio hanno bisogno di latte in polvere”.

Se però le sue apparizioni sono sempre meno legate al grande schermo, è anche perché negli ultimi anni l’attrice non ha potuto lavorare per “colpa di Bush”:  “Quando è salito al potere, tutte le grandi star che, come me, avevano qualcosa da dire non hanno più trovato lavoro. Per continuare a far soldi l’America allora si è inventata i reality show, riempiendoli di perfetti sconosciuti. E’ stata una sorta di caccia alle streghe, mi creda, che ci ha espulsi da teatro, tv e cinema. Un cambio epocale”.

E ora, con il cambio alla Casa Bianca, Stone no nasconde il suo desiderio di tornare al suo lavoro originale: “Vorrei tanto tornare sul set con Woody Allen, che nel 1980 mi dette una piccola parte in Stardust Memories. Ho adorato il suo ultimo film”.