Cinema

Tar Lazio: i cinema devono sconsigliare i film in 3D ai bambini sotto i 6 anni

I cinema italiani sono avvisati. Per i film in 3d le sale cinematografiche devono sconsigliare ai minori di 6 anni la visione, consigliare l’uso esclusivo di occhiali monouso e informare gli spettatori circa i rischi legati alla visione dei film con occhiali 3d. Tutto con una chiara pubblicità.

Lo ha deciso il Tar del Lazio su un ricorso proposto dal Codacons per contestare la circolare ministeriale, ritenendone insufficienti le misure introdotte con l’atto governativo. Il Tar ha comunque ordinato al ministero della Salute di depositare una documentata relazione corredata da tutti gli atti istruttori compiuti prodromici alla stesura della circolare contestata.

Il Codacons si era rivolto ai giudici amministrativi ritenendo non sufficiente sconsigliare la visione in 3D ai minori di 6 anni, ma necessario vietarne l’uso a tale categoria di bambini, nonché ordinando misure restrittive anche fino ai 14 anni, ”considerati i rischi per la salute emersi dal parere sul tema espresso dal Consiglio Superiore di Sanita”’. Il Tar, prescindendo in questa fase dai profili processuali, ”nonostante il provvedimento sia supportato dal parere tecnico del Consiglio Superiore di Sanità” ha ritenuto necessario ”acquisire una relazione dell’Amministrazione, corredata di tutti gli atti istruttori che non risultino già depositati, al fine di illustrare documentalmente l’iter procedimentale seguito; fermo l’obbligo degli esercenti di dare chiara pubblicita’ ed attuazione, medio tempore, alla circolare”.

Prossima udienza il 2 settembre. ”Avvieremo un monitoraggio in tutta Italia per verificare quei cinema che non rispettano le disposizioni del ministero della Salute – ha commentato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – e che quindi saranno oggetto di denuncia per inosservanza delle leggi. Intanto stiamo predisponendo un esposto all’Ordine dei medici contro la Soi (Società Oftalmologica Italiana) la quale, nonostante il parere del CSS, continua a sostenere l’assenza di rischi legati alla visione di film con occhiali 3D”.

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