Titanic, tutto quello che non sapevate sul dietro le quinte

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 gennaio 2018 7:45 | Ultimo aggiornamento: 18 gennaio 2018 23:10
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La locandina del film Titanic

ROMA – Leonardo DiCaprio sul set piangeva perché la sua lucertola era finita sotto un camion e una zuppa di molluschi drogata con un allucinogeno ha spedito 80 persone di cast e troupe in ospedale: svelati i segreti del kolossal “Titanic“, uno dei film più premiati e amati di tutti i tempi, che a distanza di 20 anni anni è ancora stampato nella memoria.

Basato sulla tragedia del transatlantico britannico che colò a picco nel 1912, racconta l’orrore vissuto nel naufragio attraverso gli occhi della 17enne Rose DeWitt Bukater, sul punto di sposare un uomo facoltoso per salvare la famiglia dalla bancarotta, e di Jack Dawson, Leonardo DiCaprio, artista e passeggero di terza classe: tra i due nasce una struggente storia d’amore.

La scena in cui il Titanic affonda e Rose grida disperatamente il nome di Jack per 26 volte, ha inchiodato gli spettatori alla poltrona, catturato completamente l’attenzione.

Il film, costato 150 milioni di dollari e ha vinto 11 Oscar, è il secondo campione di incassi ai botteghini di tutto il mondo con circa 2 miliardi di dollari, subito dopo Avatar, sempre diretto da Cameron.

Per celebrare l’anniversario dell’uscita del film nel Regno Unito, nel 1998, il Daily Mail rivela le star, le scene pericolose, i segreti della pellicola.

A Robert De Niro era stato offerto il ruolo del capitano Smith ma lo rifiutò perché aveva un’infezione gastrointestinale; Lindsay Lohan, allora promettente attrice di nove anni, aveva quasi ottenuto la parte della giovane amica di Jack, Cora Cartmell, ma a causa dei capelli rossi che cozzavano con la chioma ramata di Rose, non se ne fece nulla.

Gran parte del successo del film può essere sicuramente attribuito a James Cameron, il regista che ha svelato che la Winslet aveva “un carattere da non credere” e ammesso che durante le riprese, a volte “era spaventata”.

Nelle scene in cui Jack fa il ritratto di Rose, compreso quello in cui la ragazza è nuda, gli schizzi sono quelli disegnati dallo stesso Cameron.

Il regista ha girato un numero incredibile di scene: a un certo punto il film durava 36 ore.

Nel 2001 e nel 2005, Cameron e il suo team hanno effettuato diverse immersioni per girare dei filmati sul relitto del Titanic, a oltre due miglia sotto l’Atlantico, utilizzando un sistema di telecamere all’avanguardia. La spedizione del 2001 è raccontata nel documentario intitolato Ghosts Of The Abyss, Fantasmi dell’abisso.

Per ricreare l’oceano delle scene finali è stata usata una piscina profonda poco meno di 10 metri di altezza. Tutte le comparse indossavano una muta subacquea tranne Kate Winslet, che infatti si è poi presa la polmonite.

“Gran parte di ciò che giravamo, ora sarebbe realizzato con un computer. Ma su Titanic, quando vedi la nave di 243 mt ha realmente quella lunghezza”, dice il direttore della fotografia del film, Russell Carpenter.

I 24 abiti in chiffon indossati da Rose erano di taglia 40 tranne nelle scene finali: la 17enne aveva una giacca taglia 44, l’eccesso di tessuto era mirato a farla sembrare più vulnerabile.

Tensione sul set, invece, quando la lucertola di DiCaprio fu investita da un camion e la star iniziò a piangere; e non meno tesa l’ultima notte delle riprese in Nuova Scozia, Canada: un burlone aveva mescolato una droga allucinogena illegale nella zuppa di molluschi servita al cast e alla troupe, 80 persone finirono in ospedale.

“Alcuni ridevano, altri piangevano, altri ancora vomitavano”, ricordava il defunto attore Bill Paxton, che interpretava il cacciatore di tesori Brock Lovett.

Nella pellicola, in seguito all’affondamento della nave Jack riesce a portare Rose su una porta di legno nel mezzo dell’oceano: lei si salva, lui muore, un finale che ha angosciato tutti gli spettatori.

Jack avrebbe potuto salvarsi? Su quella maledetta porta c’era spazio per due? Cameron insiste che il finale è molto semplice, basta leggere la sceneggiatura: “E un film essenzialmente sulla morte e separazione, se Jack fosse vissuto, il finale sarebbe stato senza senso”.

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