Venezia, insulti a Jennifer Kent, regista di The Nighingale: “Vergogna putt*** fai schifo”

di redazione Blitz
Pubblicato il 7 settembre 2018 10:28 | Ultimo aggiornamento: 7 settembre 2018 10:28
Venezia, insulti a The Nighingale, della regista Jennifer Kent: "Vergogna putt*** fai schifo"

Venezia, insulti a The Nighingale, della regista Jennifer Kent: “Vergogna putt*** fai schifo” (Foto Ansa, a destra la regista)

VENEZIA – “Vergogna, puttana, fai schifo”: con questi insulti è stato accolto l’unico film di una regista donna in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia. Il film in questione è The Nightingale, è ambientato nella Tasmania del 1825 e, attraverso scene molto forti, racconta storie di stupri e un infanticidio. La regista è la australiana Jennifer Kent, che in passato ha diretto diversi film horror.

Al termine della proiezione della pellicola, sicuramente molto forte e dura, il giornalista Sharif Meghdoud ha gridato: “Vergogna, puttana, fai schifo”. Un atto condannato dalla Biennale, che ha gli ha tolto l’accredito, e in un tweet ha scritto: ”Ieri sera in Sala Darsena è avvenuto un fatto deplorevole per il quale La Biennale di Venezia ha provveduto all’immediato ritiro dell’accredito stampa del responsabile”.

Più benevoli i toni della regista insultata: “È importante reagire con compassione e amore all’ignoranza. Si tratta di una storia che deve essere raccontata nel 2018. Essere l’unica donna regista non mi rende felice, mi piacerebbe avere altre sorelle registe qui. Il compito del cinema è riflettere il mondo, e certo il rapporto uomini/donne qui è squilibrato. Il tema è molto importante. Il mio film parla di rispetto delle donne che non sono il solo gruppo sociale sottorappresentato. È una strada lunga”.

Dopo le polemiche è intervenuto lo stesso Meghdoud, che in un post su Facebook ha provato anche a giustificarsi, quasi fosse stato un altro a parlare dopo la proiezione: “Sono stato io l’uomo che ieri sera, alla proiezione stampa, ha gridato un insulto deplorevole alla regista una volta apparso il suo nome. Per evitare alla base qualunque tipo di speculazione su cosa abbia detto lo ripeto qua “Vergognati puttanaa fai schifo”. Un rigurgito uscito da una bocca che non pensava ne a quello che diceva ne alle relative conseguenze. Di base non sono contrario ai fischi e insulti alle fine delle proiezioni ai festival ma il mio gesto di ieri sera è da condannare per la sua natura estremamente esplicita e offensiva. Vorrei innanzitutto chiedere scusa a tutte le persone che si sono sentite offese dal mio gesto, alla regista Jennifer Kent alla quale auguro una splendida carriera e alla Biennale di Venezia e i direttori Paolo Baratta e Alberto Barbera per la brutta figura che ho fatto fare a livello internazionale”. “Il gesto – continua il giornalista nel suo post – non è da pensare come attacco maschilista o misogino, le scelte delle parole sono importanti è vero – soprattutto all’intero del clima attuale – e la parola incriminante poteva essere quella come un’altra”.