Vita (Pd) all’Agcom: “Tutelare le opere cinematografiche”

Pubblicato il 17 Gennaio 2012 19:04 | Ultimo aggiornamento: 17 Gennaio 2012 19:04

ROMA – “Tutelare e valorizzare le opere cinematografiche per salvaguardarle da possibili velocizzazioni dei fotogrammi a scopi pubblicitari, anche attraverso una puntuale verifica da parte dell’Autorità delle comunicazioni”. E’ una richiesta che il senatore Vincenzo Vita, vicepresidente della commissione Cultura del Senato rivolge in una lettera indirizzata al Presidente dell’Agcom Corrado Calabrò.

“I proiettori cinematografici – segnala il senatore nella lettera – possono essere leggermente “velocizzati”, ovvero mandati “a passo 25 invece che a 24”: il ritmo con cui i fotogrammi si susseguono viene leggermente aumentato. Se si proietta a “passo 25″ si può rubare un fotogramma, il che vuol dire che su un film di due ore si guadagnano cinque o sei minuti che verranno usati a loro volta per inserire spot pubblicitari che, per contratto, i proprietari delle sale sono tenuti a programmare. Ma il risparmio del tempo può essere utilizzato non solo per gli spot pubblicitari, ma anche per aumentare il numero degli spettacoli”.

“La sala – sottolinea il senatore Vita – rappresenta il cuore della fruizione cinematografica. Vedere un film “velocizzato” significherebbe visualizzarlo così come verrà poi trasmesso in tv. Visto che soltanto il digitale potrebbe salvare il film, in quanto lì non si possono “velocizzare” i fotogrammi almeno che non sia stato fatto in origine, pongo il problema della congruenza di tale discutibile pratica con la normativa vigente e con le indicazione dell’Unione Europea. Sarebbe opportuna – conclude Vincenzo Vita rivolto al Presidente Calabrò – una puntuale verifica da parte Sua e dell’Autorità che rappresenta su una simile vicenda”.