Caso Weinstein, Brad Pitt pronto per un film sul produttore accusato di molestie

di redazione Blitz
Pubblicato il 26 aprile 2018 17:46 | Ultimo aggiornamento: 26 aprile 2018 21:07
Caso Weinstein, Brad Pitt pronto a produrre un film sul produttore accusato di molestie

Caso Weinstein, Brad Pitt pronto a produrre un film sul produttore accusato di molestie (Foto Ansa)

LOS ANGELES  –  Il caso Weinstein come Spotlight o Tutti gli Uomini del Presidente: l’inchiesta giornalistica del New York Times sulle accuse di molestie sessuali al produttore di Hollywood Harvey Weinstein potrebbe diventare un film papabile per gli Oscar.

Sul progetto, che ancora non ha ancora un titolo, ha messo il cappello Plan B, la casa di produzione che fa capo a Brad Pitt. Al centro del film c’è il lavoro delle giornaliste Jodi Kantor e Megan Twhohey, che hanno ricevuto intimidazioni e minacce nel corso dell’indagine sugli abusi sessuali perpetrati da una delle figure più influenti nel mondo del cinema. Grazie alle inchieste condotte indipendentemente su Weinstein, il New York Times e il New Yorker hanno vinto un premio Pulitzer.

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Con Plan B di Pitt, che ha sostenuto finanziariamente un altro film premiato agli Academy Awards, 12 Years a Slave (Dodici anni schiavo), ha aderito all’iniziativa Annapurna Pictures, la cui fondatrice, Megan Ellison, viene considerata la prossima Weinstein.

Megan, 32 anni, figlia di Larry Ellison di Oracle, ha prodotto, tra l’altro, Zero Dark Thirty (2012), Her (2013), American Hustle (2013) e Il filo nascosto (2017), tutti film candidati all’ambita statuetta degli Oscar.

Il film su Weinstein, spiega Hollywood Reporter, non sarà un affondo sulle malefatte del produttore, quanto piuttosto una celebrazione del coraggio del grande giornalismo investigativo a dispetto delle pressioni e in alcuni casi delle minacce da parte di importante personaggi di Hollywood per nascondere sotto il tappeto aggressioni e stupri attribuiti all’ex boss di Miramax.

In questo senso il film sarà in linea sia con Spotlight, sull’inchiesta del Boston Globe che ha smascherato anni di abusi sessuali dei preti della diocesi di Boston, e l’iconico Tutti gli Uomini del Presidente, sul Washington Post e il caso Watergate.

La società di produzione Anonymous Content, che ha prodotto Spotlight, ha rappresentato il New York Times nei negoziati ma non sarà coinvolta nel progetto, scrive l’Hollywood Reporter. La prima puntata dell’inchiesta del Times su Weinstein è apparsa il 5 ottobre 2017, seguita la settimana dopo dalle interviste sul New Yorker di Ronan Farrow (figlio biologico di Mia Farrow e Woody Allen) ad una decina di donne tra cui Asia Argento, decise a uscire allo scoperto contro Weinstein. Immediato l’impatto: Weinstein fu licenziato dalla sua società, successivamente finita in bancarotta, e messo alla porta dall’Academy of Motion Picture Arts.

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