Recensione: Hotel Transylvania 3 – Una vacanza mostruosa. Un film imperfetto per i più piccoli

Giuseppe Avico
Pubblicato il 30 agosto 2018 16:37 | Ultimo aggiornamento: 30 agosto 2018 16:37
Recensione: Hotel Transylvania 3 - Una vacanza mostruosa. Un film imperfetto per i più piccoli

Recensione: Hotel Transylvania 3 – Una vacanza mostruosa. Un film imperfetto per i più piccoli

ROMA – Al termine di un agosto poco esaltate, cinematograficamente parlando, piomba nelle sale un nuovo film d’animazione targato Warner Bros, ovvero Hotel Transilvanya 3, che in pochissimi giorni si posiziona al primo posto al botteghino. La pellicola, rifacendosi al canone vacanziero di altre produzioni, catapulta i protagonisti mostruosi su una crociera, intenti a godersi un periodo di svago. Dracula, in particolare, sogna un nuovo incontro con una donna, il cosiddetto zing, l’amore a prima vista. Inizialmente riluttante all’idea di una vacanza, il principe delle tenebre presto si lascerà trasportare dallo spirito turistico della crociera, soprattutto quando farà la conoscenza del capitano Ericka. CLICCA QUI PER ALTRE VIDEO RECENSIONI.

Il primo era la novità, il secondo un passo indietro e questo terzo capitolo di Hotel Transilvanya non aggiunge nulla al repertorio visivo e comico della trilogia. C’è subito da considerare il pubblico al quale questo film si rivolge: prevalentemente i più piccoli, senza allargare la propria forbice di coinvolgimento ad un pubblico più grande, seppur qualche breve siparietto potrebbe divertire davvero tutti. Poco, davvero poco, però, se consideriamo che i primi due capitoli riuscivano ad intrattenere maggiormente. Questo non è necessariamente un difetto, ma di sicuro è un piccolo punto a sfavore che potrebbe scoraggiare buona parte del pubblico. Il regista e sceneggiatore Genndy Tartakovsky, già autore dei precedenti capitoli, conferma una buona capacità tecnica, laddove, però, l’espediente del dinamismo visivo finisce per inghiottire una buona dose di coerenza e connessione tra un siparietto e l’altro, privilegiando invece la ricchezza visiva dell’immagine e vecchi espedienti d’animazione che ormai risultano datati. Certo, non ci si può aspettare una trama e uno svolgimento degni del miglior noir, ma quando questi elementi vengono meno, l’intero giocattolo animato tende a perdere un po’ del suo fascino.

Il doppiaggio in italiano, capeggiato da Claudio Bisio, è davvero eccellente, così come nei precedenti film della saga. Nonostante questo, si consiglia anche la visione in originale, laddove le voci di Adam Sandler, Steve Buscemi, Jim Gaffigan e un immenso Mel Brooks, potrebbero rendere lo spettacolo ancor più divertente. CLICCA QUI PER LA RECENSIONE DEL FILM THE END? L’INFERNO FUORI.

Una buona idea è quella di aver inserito finalmente un vero antagonista, un cattivo dalle intenzioni malvagie. Un bel colpo di coda che aiuta il film a viaggiare su una linea sicuramente più classica, ma proprio per questo di sicuro affidamento, lasciando che la storia, seppur povera, si sviluppi meglio. Il comparto tecnico è probabilmente il vero punto di forza del film, insieme alla colonna sonora, è capace di rapire l’occhio, e l’orecchio, attraverso piccole intuizioni che rendono lo scenario visivo e sonoro più accattivante e meno ripetitivo, seppur “ripetizione” sia la parola che meglio descrive la maggior parte delle sequenze di questo film. Resta comunque un film che strizza l’occhio ai bambini, quelli ansiosi alla biglietteria o al bar pronti a divorare pop corn: a loro questo film si rivolge direttamente senza alcun filtro di sorta.