Video Recensione: The Lodgers – Non infrangere le regole. Una cornice preziosa, un quadro grezzo

Giuseppe Avico
Pubblicato il 13 marzo 2018 10:30 | Ultimo aggiornamento: 13 marzo 2018 17:37
Recensione: The Lodgers - Non infrangere le regole. Una cornice preziosa, un quadro grezzo

Recensione: The Lodgers – Non infrangere le regole. Una cornice preziosa, un quadro grezzo

ROMA – Le regole sono tre: mai andare a letto dopo la mezzanotte, mai far entrare estranei in casa e mai dividersi. Riuscirai a rispettarle?

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Oggi parliamo di The Lodgers – Non infrangere le regole, film horror irlandese del 2017 diretto da Brian O’Malley. CLICCA QUI PER ALTRE VIDEO RECENSIONI.

Irlanda, 1920. In una vecchia villa di campagna vivono i due gemelli Rachel e Edward. Rimasti orfani, i due sono costretti a vivere come prigionieri nella villa a causa di un peccato commesso dai loro avi. I contatti con l’esterno sono sporadici, praticamente nulli. Ai gemelli vengono dettate tre semplici regole che dovranno rispettare per sopravvivere, per evitare che sinistre “presenze” vengano a catturarli.

The Lodgers è un film che trova nell’ambientazione il suo principale punto di forza, servendosi di un’atmosfera incredibilmente tetra, sinistra e dalla forte inclinazione gotica. A favorire questa affascinante messa in scena è innanzitutto la fotografia, curatissima nel dettaglio visivo e cromatico e abile nel restituire allo spettatore determinate sensazioni di minaccia costante, oscurità e segretezza degli ambienti. Parlando di ambienti, impossibile non omaggiare il grande lavoro di scenografia fatto, laddove la casa, con le sue polverose stanze, i quadri angoscianti e le lunghe scalinate, rappresenta il principale motivo di inquietudine per lo spettatore, il tutto immerso in un’ambientazione boschiva classica e suggestiva.

Se dal punto di vista tecnico il film non ha nulla da invidiare a nessuno, nella sostanza, invece, la narrazione scricchiola e come. La storia è poco coinvolgente, intrigante certo, ma nulla che non si sia già visto in precedenza. L’inquietudine che sta alla base del film emerge solo in parte, e solo grazie all’atmosfera. Il ritmo, volutamente avulso dalle più banali caratteristiche degli horror “musica e jump-scares”, è quello di un film che cerca di colpire nella mente, nell’inconscio di ognuno, cercando nello spettatore apprensione, affanno e ansia. Tutto questo il film lo trova in parte, concedendosi ogni tanto il lusso di un cliché di troppo. Nulla di critico, specialmente se si guardano gli horror di oggi, rimpinzati di luoghi comuni e banalità a fiotti. Ciò che però manca alla pellicola è la forza di catturare il pubblico come avrebbe potuto. Alla fine, invece, rimane la sensazione di un’occasione sprecata, non del tutto sviluppata. CLICCA QUI PER LA RECENSIONE DEL FILM QUELLO CHE NON SO DI LEI.

The Lodgers, seppur con innumerevoli rimandi alla letteratura e al cinema stesso, si presenta privato di molti punti d’interesse e, cosa non da poco, della necessaria paura che un film del genere dovrebbe provocare. Al termine della visione, complice anche un finale a rito abbreviato, si ha la consapevolezza di aver appena visto qualcosa si poco memorabile e in fin dei conti dimenticabile. Rimangono certamente gli sforzi tecnici, quell’atmosfera bellissima che meritava, più che una cornice, un quadro più completo e degno di nota. Voto: 5.