Video Recensione: Venom. Un po’ di intrattenimento con un mare di difetti

Giuseppe Avico
Pubblicato il 4 ottobre 2018 9:00 | Ultimo aggiornamento: 5 ottobre 2018 6:19
Recensione: Venom. Un po' di intrattenimento con un mare di difetti

Recensione: Venom. Un po’ di intrattenimento con un mare di difetti

ROMA – Molto probabilmente se chiedete ai fan di Spider-Man un parere su chi possa essere il miglior antagonista della serie, buona parte di loro dirà Venom. Amatissimo alter ego dell’Uomo Ragno, Venom approda finalmente sul grande schermo con un film a lui dedicato. Si tratta di uno spin-off della serie di film sull’Uomo Ragno, il primo del Marvel Universe targato Sony in cui la Marvel non è coinvolta. Lo stesso Kevin Feige, presidente dei Marvel Studios, ha dichiarato che il film Venom non fa parte del Marvel Cinematic Universe. Ad interpretare lo spietato simbionte è il camaleontico Tom Hardy, guidato dalla regia di Ruben Fleischer. Sceneggiatura scritta in quattro, tra i quali spicca Jeff Pinkner, già autore di The Amazing Spider-Man 2, La torre nera e il sequel di Jumanji; non esattamente il miglior biglietto da visita. Saranno riusciti a rendere omaggio a questo personaggio tanto amato con un film di livello? Scopriamolo in questa breve recensione. CLICCA QUI PER ALTRE VIDEO RECENSIONI

Eddie Brock è un giornalista investigativo che indaga su uno scandalo che coinvolge la Life Foundation, una sofisticata organizzazione guidata da un uomo senza scrupoli, il dottor Carlton Drake. Le cose, però, iniziano a cambiare quando Eddie entra in contatto con un’entità aliena frutto degli esperimenti di Drake; si tratta di un organismo che entra in simbiosi con un essere vivente per prenderne il controllo. Da quel momento la vita del giornalista cambia radicalmente, costretto a dividere il proprio corpo con lo spaventoso simbionte e a collaborare con lui.

Il film, caricato di grosse aspettative negli ultimi mesi, non si può considerare riuscito, soprattutto se si pensa ai suoi evidenti difetti di sceneggiatura. Già, perchè si ha l’impressione che la sceneggiatura di Venom sia stata scritta frettolosamente e senza neanche troppo impegno. Si tratta di un difetto assolutamente non trascurabile, laddove storia e personaggi rimangono piatti, poco originali e soprattutto senza la ben che minima sfumatura narrativa. Il tutto è poi farcito con un umorismo solo a tratti efficace e divertente, ma troppo spesso anacronistico, e che si rifà (in)volontariamente a quello dei più banali action movie di diversi anni fa. Il rapporto tra Brock e Venom, sul quale si poteva davvero costruire il vero punto di forza del film, rimane superficiale e approssimativo. Durante la visione, si ha la sensazione di rivivere più volte la stessa scena, indice del fatto che clichè e stereotipi vanno a sopraffare la maggior parte del film, risparmiando solo qualche scena ben elaborata soprattutto dal punto di vista visivo.

Proprio parlando di effetti visivi, il film vive di una CGI rivedibile e non esente da difetti, mescolata ad un’azione frenetica e caotica spesso ai limiti del comprensibile. Qui si va ad incastrare una regia funambolistica che sembra aver perso per strada la bussola degli stili, e che vive, invece, nella confusione più totale. Riguardo lo stile e i toni, il film prova a cambiare registro più volte, passando da situazioni che cercano di inquietare, ad altre più spensierate. Fa male entrambe le cose, forse anche per il fatto che alcune scene, quelle più violente, sono state tagliate. Chissà. Tom Hardy è bravo ad immedesimarsi nel ruolo, questo lo ha sempre fatto molto bene. Anche qui, seppur la sceneggiatura non lo aiuti minimamente, interpreta un personaggio sopra le righe che facilità la sua capacità espressiva. La nota dolente è un’inespressiva Michelle Williams, in questo film più simile ad una gigantografia di cartone che ad un’attrice. Questo e anche il doppiaggio in italiano non facilitano le cose, risultando stranamente fuori luogo e a tratti imbarazzante. CLICCA QUI PER LA RECENSIONE DEL FILM SULLA MIA PELLE. 

Venom è un miscuglio di tante cose, tanto fumo e niente arrosto. E’ un’occasione sprecata clamorosamente, sulla quale, invece, si sarebbe potuto costruire qualcosa di valido. Aspettative tradite? Sì. Nonostante questo si consiglia di restare incollati alla propria poltrona fino alla fine degli interminabili titoli di coda. Ad attendervi ci sono due scene aggiuntive interessanti.