“Room 237”: Shining, Codice Da Vinci di Kubrick regista dello sbarco sulla Luna

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Dicembre 2013 14:32 | Ultimo aggiornamento: 24 Dicembre 2013 14:32
"Room 237": Shining, Codice Da Vinci di Kubrick regista dello sbarco sulla Luna

“Room 237”: documentario di Rodney Ascher

ROMA – “Room 237” di Rodney Ascher: da Shining allo sbarco sulla Luna passando per Stanley Kubrick.

È uno strano, affascinante, pluripremiato documentario quello trasmesso da SkyArte.

È un film su un film, che usa Shining come un “Codice Da Vinci” attraverso il quale Kubrick avrebbe svelato al mondo: il regista dello sbarco sulla Luna sono io.

Una pacchia per i complottisti e allo stesso tempo un’opera raffinata e coinvolgente, proiettata ai festival di Cannes, Toronto, New York, vincitrice del Fantastic Fest e selezionata al Sundance.

Scrive Andrea Scanzi sul Fatto

“È l’insostenibile fascino del complotto. Quello che ti rivela che non è andata come te l’hanno raccontata, ma neanche come te la raccontano adesso i complottisti. Però ti piace, perché è una realtà parallela quasi sempre affascinante. Un po’ come il mondo “altro” di Fringe, dove le Torri Gemelle ci sono ancora e al tuo alter ego è andata molto meglio che a te.
[…] Secondo alcuni indizi disseminati dallo stesso regista, Shining nasconderebbe la prova che lo sbarco sulla Luna non c’è mai stato. Fu tutta una finzione, come raccontò prima di altri il film Capricorn One.

IL PAESAGGIO lunare venne costruito in laboratorio e il falso metraggio fu girato al Norton Air Force Base di San Bernardino. Di più: la persona incaricata di girare la pellicola fu Stanley Kubrick, contattato dalla Nasa l’anno precedente perché colpita dalle immagini di 2001 Odissea nello Spazio. Più di dieci anni dopo, Kubrick avrebbe parzialmente confessato quella verità in un film che con la Luna non c’entrava nulla, Shining, ma che si divertì a trasformare in una caccia al tesoro. Per esempio la famosa camera “237”, che nel libro di Stephen King è “217”, rimanderebbe alle 237 mila miglia che separano la Terra dalla Luna.

Il documentario Room 237 di Rodney Archer svela altri particolari. Nella sequenza in cui Danny gioca con le macchinine sul tappeto dell’hotel, la strana forma esagonale rimanderebbe alla rampa di lancio dell’Apollo 11. Shining, secondo altre letture, nasconderebbe altri significati. Per alcuni è metafora dell’Olocausto degli ebrei; le immagini alla tivù sono dell’estate ‘42, lo stesso numero della maglia indossata da Danny: e il 1942 fu l’anno della pianificazione della “soluzione finale della questione ebraica”. Per altri Shining è rappresentazione del genocidio dei nativi d’America, come attesterebbe il fatto che l’Overlook Hotel nasce sulle ceneri di un antico cimitero indiano, che Jack Nicholson fa rimbalzare una pallina di gomma su un arazzo indiano e che nella dispensa dell’albergo si scorgono scatole di lievito Calumet”.

Ecco un estratto di “Room 237”