Video Recensione: Animali fantastici – I crimini di Grindelwald. Una valigia strapiena di cose poco fantastiche

Giuseppe Avico
Pubblicato il 23 novembre 2018 9:00 | Ultimo aggiornamento: 23 novembre 2018 0:20
Video Recensione: Animali fantastici - I crimini di Grindelwald. Una valigia strapiena di cose poco fantastiche

Video Recensione: Animali fantastici – I crimini di Grindelwald. Una valigia strapiena di cose poco fantastiche

ROMA –  A distanza di soli due anni da Animali fantastici e dove trovarli, la premiata ditta Yates/Rowling ritorna nelle sale con il capitolo successivo Animali fantastici – I crimini di Grindelwald. Il primo film aveva emozionato per nostalgia un po’ tutti i fan della serie di Harry Potter e non solo, pur non brillando con lo stesso ardore e magia. Questo sequel ha come scopo principale quello di confermarsi sulla linea del suo predecessore sviluppando storia e personaggi, ma questo finisce per diventare il suo peggior difetto. Scopriamo il perché in questa breve recensione. CLICCA QUI PER ALTRE VIDEO RECENSIONI

A pochi mesi dagli eventi del capitolo precedente, la storia si riallaccia al punto in cui Grindelwald veniva catturato. Vi ricordate? Il mago oscuro pianifica la fuga e riesce a metterla in atto durante il suo trasferimento per via aerea. La sua intenzione è quella di mettersi presto sulle tracce di un non morto Credence, ricomparso recentemente a Parigi e alla ricerca ossessionata delle sue origini. Intanto a Londra il Mary Poppins della magia Newt Scamander viene incaricato da un giovane Albus Silente (già proprio lui) di trovare Credence prima che il perfido Grindelwald lo raggiunga per primo. Silente rimane piuttosto vago (almeno all’inizio) sul perché non può lui stesso affrontare il mago oscuro, ma riesce comunque a convincere Scamander, raggiunto poi da due vecchie conoscenze, Queenie e il simpatico No-Mag Jacob. E Tina? Già, anche lei è sulle tracce di Credence a Parigi. Queenie litiga con Jacob e scappa nella capitale francese per ritrovare la sorella. In questo contesto da soap opera (descriverlo diversamente è impossibile), Scamander e Jacob sono destinati a raggiungere presto Parigi per motivi differenti. In Francia l’ambiente è tutt’altro che accogliente. Da una parte infatti si ha Grindelwald, il quale sembra conoscere le origini di Credence, dall’altra gli auror guidati dal fratello di Newt, Theseus, decisi nel fermare il mago oscuro. Nel mezzo poi Scamander e Jacob, oltre a Leta Lestrange, futura moglie di Theseus e per molti imparentata con Credence. Ah già, non dimentichiamoci gli animali fantastici di Scamander! Il mondo della magia è diviso, sull’orlo di una guerra ormai inevitabile. E’ ora di riaprire la valigia…

Per prima cosa è giusto sottolineare che questo film naturalmente si ricollega al primo in tutto e per tutto, perciò se qualcuno non lo avesse visto sarebbe meglio recuperarlo, altrimenti c’è l’alto rischio di non capirci un tubo. Se poi si è fan della serie di Harry Potter, potreste avere una piacevole sensazione di eccitazione e nostalgia, un po’ come quella che si ha quando si fa ritorno a casa. Ma certo questo lasciamolo alla soggettività di ognuno. Se invece si arriva nelle sale come semplice appassionato di cinema, beh ecco che i risultati potrebbero essere un tantino differenti. Immaginate per un momento una valigia, si certo magari una valigia stracolma di animaletti “fantastici”. Il nostro Scamander non ha nessun problema nel chiuderla, anzi. Ma se provate a chiudere una valigia per le vacanze stracolma di oggetti, vestiti e quant’altro, potreste avere qualche difficoltà. Senza andare ad impelagarsi troppo nelle metafore, potremmo paragonare questo film ad una valigia strapiena di storie e sottotrame, una valigia che non si chiude mai neanche di striscio. Uno dei problemi del film è proprio questo, un’abbuffata clamorosa di storielle più o meno importanti alle quali starci dietro potrebbe diventare inutilmente faticoso. Se poi ci aggiungiamo una quantità di effetti speciali tali da far tremare la barba di Peter Jackson, ecco che si ottiene una mescolanza di divertimento per alcuni e di mal di testa per altri. Che sia chiaro, però, gli effetti speciali sono ottimi, ma il saperli bilanciare non è sempre la cosa più semplice da fare. Per ciò che riguarda i fanatici del maghetto più famoso del mondo, tranquilli, la Rowling ha pensato a voi, riuscendo a confezionare una storia straricca di citazioni e riferimenti alla sua saga più celebre. Spostandoci, però, da Hogwarts alla terra dei comuni mortali, e prendendo così il film nella sua singolarità, è possibile riscontrare un problema che, se si pensa alla cura della scrittrice per i suoi protagonisti, è davvero incredibile: la caratterizzazione pressoché nulla di certi personaggi, in particolare quello di Newt Scamander. Fuori dal coro invece quelli di Silente e Grindelwald, rispettivamente interpretati da un convincente Jude Law e un perfetto Johnny Depp, evidentemente il più convinto del cast. Alla piattezza del suo protagonista poi c’è da dire che il film sembra un collage di scene e situazioni che si appiccicano tra di loro con la peggior colla sul mercato, evidenziando così i molteplici difetti di sceneggiatura. A risentirne è anche il comparto tecnico, laddove il montaggio sembra quasi schizzato e a tratti sgradevole e la regia è superficiale e senza personalità. Poi si hanno i colpi scena e… non dico nulla. CLICCA QUI PER LA RECENSIONE DEL FILM HALLOWEEN (2018). 

Alla fine cosa ci resta di questo film? Sicuramente una buona quantità di delusione mista a sconforto, ma attendiamo i successivi capitoli per poter fare un’analisi più complessiva, perché questo film, così com’è, dice davvero tutto e niente.