Video Recensione: Dark Crimes. Lo stile e gli attori, ma la sceneggiatura?

Giuseppe Avico
Pubblicato il 10 settembre 2018 12:18 | Ultimo aggiornamento: 10 settembre 2018 19:41
Video Recensione: Dark Crimes. Lo stile e gli attori, ma la sceneggiatura?

Video Recensione: Dark Crimes. Lo stile e gli attori, ma la sceneggiatura?

Roma – Chiuso nel cassetto per quasi due anni, dimenticato e senza distribuzione Dark Crimes, film di Alexandros Avranas con protagonista Jim Carrey, vede finalmente la luce nel 2018 e così viene proposto nelle sale. La travagliata fase di distribuzione spesso e volentieri è il campanello d’allarme che fa scattare il dubbio: è davvero così terribile? CLICCA QUI PER ALTRE VIDEO RECENSIONI.

Tadek, un poliziotto tormentato e taciturno, interpretato da Jim Carrey, indaga su un caso irrisolto di alcuni anni prima, quello dell’orribile omicidio di un uomo che era solito partecipare agli abomini di un club chiamato The Cage. Cliente abituale del club era anche lo scrittore Kozlow. In un suo romanzo racconta di un delitto che per le modalità d’esecuzione ricorda moltissimo quello sul quale Tadek sta investigando. Sicuro del proprio istinto, il detective inizia le indagini proprio da qui, dallo scrittore e da sua moglie Kasia. Con alle spalle una famiglia distante e i suoi superiori che lo vorrebbero tagliare fuori, Tadek si immerge in un’indagine impegnativa e angosciante, laddove non esistono risposte semplici.

Basato su fatti reali e scritto prendendo spunto da un articolo del The New Yorker, Dark Crimes vive di buone intuizioni visive e di grossi difetti narrativi. Dal punto di vista formale il film si contraddistingue per regia e fotografia, entrambe capaci di costruire un mondo, che ha per location la Polonia, tetro e volutamente asettico. L’ambientazione, infatti, rispecchia alla perfezione il microcosmo dei suoi personaggi, e più nello specifico quello nel quale Tadek si muove. La regia di Avranas gioca con l’immaginazione dello spettatore, cercando, però, di mantenersi poco invasiva. Il gioco di ombre e di chiaroscuro è portato all’estremo, mettendo spesso in rilievo i volti dei protagonisti. Formalmente interessante e visivamente notevole, il film, però, non è supportato da una sceneggiatura di questo livello, contraddistinta da qualche dialogo banale e da alcune scene del tutto inutili ai fini della narrazione. Sottotrame che avrebbero potuto arricchire il contesto e soprattutto il personaggio di Tadek, sono lasciate perlopiù al margine, rendendo così quasi nullo il ruolo dell’empatia. Il tutto poi va a modellarsi intorno ad un finale non proprio imprevedibile. Il film, però, ha dalla sua degli ottimi interpreti. Jim Carrey, alle prese con il ruolo probabilmente più oscuro della sua carriera, si muove bene in questo contesto drammatico e poliziesco, mettendo nel cassetto la sua espressività comica per approcciarsi ad un personaggio più intensamente tragico, ma poco approfondito dalla sceneggiatura. Ottimi anche gli antagonisti. Marton Csokas nei panni di Kozlow è perfetto, a tratti dominante, così come Charlotte Gainsbourg, che ha nelle battute finali il suo apice, grazie anche ad un monologo recitato alla perfezione. CLICCA QUI PER LA RECENSIONE DI HOTEL TRANSYLVANIA 3.

Dark Crimes è un film ambizioso che però ha trovato numerosi ostacoli già in partenza. E’ un film che si sviluppa su di un fatto di cronaca reale incredibile al quale però non è stato dato seguito cinematografico con una sceneggiatura avvincente, anzi. Rimangono sicuramente i buoni propositi e la tecnica, ma se alla fine questa non è affiancata dalla parte più importante, ovvero la narrazione, allora ecco che si ha l’esercizio di stile un po’ fine a se stesso. Un film facilmente dimenticabile.