Video Recensione: Ready Player One. Il “minestrone” vintage e divertente di Steven Spielberg

Giuseppe Avico
Pubblicato il 9 aprile 2018 18:25 | Ultimo aggiornamento: 9 aprile 2018 18:25
Video Recensione: Ready Player One. Il “minestrone” vintage e divertente di Steven Spielberg

Video Recensione: Ready Player One. Il “minestrone” vintage e divertente di Steven Spielberg

ROMA – Qualche recensione fa, precisamente in quella del film The Post, avevamo detto che Steven Spielberg è un cineasta poliedrico, prolifico, perentorio e persuasivo. Lo è lui, lo sono la grande maggioranza dei suoi lavori. Già, perché a distanza di pochissimi mesi, forse non ancora assimilata la pellicola sui Pentagon Papers, Spielberg ripiomba nelle sale con Ready Player One, trasposizione cinematografica del romanzo omonimo di Ernest Cline, che ha anche contribuito alla sceneggiatura del film. Il cast è composto da Tye Sheridan, Olivia Cooke, Simon Pegg e Mark Rylance. CLICCA QUI PER ALTRE VIDEO RECENSIONI.

Siamo nell’anno 2045. Il mondo non è più quello di un tempo, deflagrato dall’inquinamento e dalla sovrappopolazione. Le persone, afflitte dalla povertà e senza alcuna prospettiva, si rifugiano in Oasis, un mondo virtuale che a tutti gli effetti ha soppiantato la realtà, un universo parallelo costruito dal geniale James Halliday. Quest’ultimo, in punto di morte, svela alla popolazione mondiale la presenza di un easter egg, ossia un livello nascosto di Oasis che permette a colui che riesce a trovarlo di poter controllare Oasis stesso.

Ready Player One è un romanzo divenuto un best seller. Deve il suo successo alla capacità di Ernest Cline di far immergere il lettore in un mondo distopico di grande impatto emotivo, caratterizzato dalla sua inclinazione vintage volta a rispolverare la cultura pop anni ’80, dalla letteratura ai videogame, dal cinema alla musica. Spielberg decide di trasportare quel mondo dalla carta al grande schermo. Il risultato è buono, ma non esente da difetti. Si può notare, infatti, un problema legato alla sceneggiatura, estrapolata dal romanzo nella sua più autentica essenzialità. Ne emerge una narrazione funzionale alla messa in scena, ma debole e in definitiva superficiale, laddove la caratterizzazione dei personaggi rimane tratteggiata e sullo sfondo. Non è un problema necessariamente grave se si considera questo film come un prodotto che vuole divertire lo spettatore, e in questo riesce perfettamente. Lo spettacolo e il divertimento sono garantiti.

Ready Player One, pur rivolgendosi ad un pubblico di appassionati e ad una generazione ben precisa, si mostra fruibile per tutti, anche per i più giovani. E’ pur sempre un film citazionista, e proprio grazie a questa sua caratteristica, riesce a sfruttare moltissimi elementi a sua disposizione per far divertire il pubblico, quali l’azione che fa da padrone alla pellicola, la musica azzeccata e alcune trovate visive che potranno solo entusiasmare. La regia di Spielberg esalta tutto questo con grande esperienza e tecnica, anche nelle numerose sequenze d’azione che, pur mostrandosi a volte fin troppo artefatte, rimangono convincenti dal punto di vista emotivo e spettacolare.

Ready Player One vive del piacere visivo che riesce a provocare nello spettatore, vive dell’immagine che solo il grande schermo può offrire, vive grazie alla sua leggerezza di fondo che, pur segnata da alcuni difetti narrativi, non può far altro che divertire. Divertimento e basta? No, perché la pellicola non manca di evidenziare e condannare, seppur in maniera troppo esemplificativa, il problema che sta alla base della realtà virtuale, ovvero il pericolo di perdere il contatto con la realtà. Una morale forse prevedibile, eppure più che mai attuale. CLICCA QUI PER LA RECENSIONE DEL FILM HOSTILES – OSTILI.

In conclusione Ready Player One è un film consigliato. Un film che, dal punto di vista tecnico, si presenta perfetto ed evocativo, e di certo non può lasciare indifferenti. E’ un film che ha dei difetti, sicuramente, ma a voler essere flessibili, tali difetti possono essere soppesati dall’impresa enorme che sta alla base, ovvero quella di trasporre un romanzo così ricco e dettagliato in un’opera cinematografica. Voto: 7/8.

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