YOUTUBE Video Recensione: Jumanji – Benvenuti nella Giungla. Il target fa la differenza

di Giuseppe Avico
Pubblicato il 3 gennaio 2018 13:05 | Ultimo aggiornamento: 3 gennaio 2018 13:05
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YOUTUBE Video Recensione: Jumanji – Benvenuti nella Giungla. Il target fa la differenza

ROMA – Dopo l’uscita del trailer, in molti sono rimasti spiazzati per l’approdo nelle sale di Jumanji – Benvenuti nella Giungla. Ci si aspettava un enorme colpo al cuore per i fan accaniti del film originale con Robin Williams, del 1995, divenuto nel tempo un vero e proprio cult. Parliamo di un remake o di un nuovo adattamento del racconto di Chris Van Allsburg? Parliamo semplicemente di una nuova versione di Jumanji, quella del 2017, di Jake Kasdan, interpretata da Dwayne Johnson, alias The Rock, Jack Black, Kevin Hart e Karen Gillan. CLICCA QUI PER ALTRE VIDEO RECENSIONI.

La storia è quella di quattro stereotipati ragazzi: il nerd, il giocatore di football, la più bella della scuola e la timida solitaria. I quattro, finiti in punizione, trovano una vecchia console e un videogioco ambientato nella giungla, Jumanji. Avviata la partita e scelti i propri avatar videoludici, i ragazzi vengono catapultati all’interno del gioco. Ognuno di loro assume le sembianze dell’avatar scelto, ma quello che scopriranno presto è che Jumanji non è solo un videogame, e saranno costretti a vivere un’avventura pericolosa e imprevedibile per non rimanere intrappolati per sempre nel gioco.

Jumanji – Benvenuti nella Giungla è un film che non si può considerare riuscito, o meglio, lo si potrebbe considerare ben fatto solo ed esclusivamente per una determinata parte di pubblico: quella che va dalla quinta elementare fino al liceo, passando poi per i videogiocatori accaniti. I giochi rappresentano un mondo differente da quello cinematografico, anche se oramai l’azione filmica si specchia con grande facilità in quella videoludica, sfornando prodotti sempre identici, nel modo sbagliato accessibili e in definitiva inutili. Questo Jumanji va considerato in base al pubblico che ha deciso di attirare, senza proporre inutili e inadatti paragoni con il film originale. Se pensato in questi termini il film lo si potrebbe considerare buono, piacevole, scorrevole e sufficientemente divertente. Ma se poco poco allarghiamo la fascia di pubblico, ecco che il risultato risulta scadente.

La struttura del film è quella di un comunissimo videogioco a buon mercato, caratterizzato dall’azione e dall’adrenalina che ne consegue. Parliamo di una struttura piuttosto lineare, su binari, semplice e per certi versi trita e ritrita, laddove le battute risultano prevedibili e dozzinali, questo per un pubblico già più maturo, o più semplicemente più abituato. Perfino dal punto di vista visivo il film assume i connotati di un videogioco: caratteristiche di un personaggio portate sullo schermo con la naturalezza che è propria, appunto, di un gioco. Ma nel cinema, dove l’immagine fa da padrona, questa tecnica risulta fuori luogo e in definitiva sgradevole.

La regia di Jake Kasdan non è di livello e si adagia sul fattore videogioco, risultando esaltante e adrenalinica per alcuni, priva di sostanza e inespressiva per altri. Le interpretazioni, volutamente caricaturali oltre ogni eccesso, si rivelano per larghi tratti forzate e congeniate su determinati luoghi comuni, eccetto alcuni brevi momenti nei quali è Jack Black il padrone della scena.

In definitiva parliamo di questo Jumanji come di un film che si basa su un certo tipo di divertimento, normale, poco originale e limitato ad un pubblico di giovani. Il target scelto è questo e il prodotto ne risente moltissimo, anche se il fallimento completo, immaginato da molti, non c’è stato. Voto: 4/5.

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