Gran Bretagna, clandestina si sottopone a trapianto di rene e finisce in carcere

di redazione Blitz
Pubblicato il 19 aprile 2018 7:06 | Ultimo aggiornamento: 19 aprile 2018 1:12
Gran Bretagna, in carcere per essersi sottoposta a trapianto di rene da clandestina

Gran Bretagna, in carcere per essersi sottoposta a trapianto di rene da clandestina

CARDIFF  – Fatmira Tafa, una ragazza albanese di 31 anni, è stata condannata a 14 mesi di carcere per colpa di un trapianto di rene. La donna, due anni fa era entrata clandestinamente nel Paese con un falso documento d’identità, viaggiando a bordo di un camion. Una volta in Gran Bretagna, Fatmira ha avuto bisogno di sottoporsi all’intervento che al servizio sanitario nazionale è costato 72.000 sterline.

Tafa, all’epoca si era nascosta nel veicolo mentre l’autista percorreva mezza Europa, con lo scopo di poter stare con un uomo che aveva incontrato online. Aveva una falsa identità greca, si chiamava Eleni Manola e iniziato a ottenere i benefici da cittadina dell’Ue che vive nel Regno Unito.

Si era stabilita a Cardiff, due anni dopo le è stata diagnosticata una grave malattia renale ed è stata sottoposta al trapianto.
Ma, secondo quanto emerso in tribunale, la donna non aveva diritto al trattamento in quanto cittadina albanese senza permesso di soggiorno nel Regno Unito.

Steven Donoghue, l’accusa, ha dichiarato: “Da quanto detto dalla Tafa, sembra che abbia deciso di andarsene dall’Albania ed entrare nel Regno Unito per incontrare Nadricim Bengasi conosciuto su Internet. Ha utilizzato una carta d’identità falsa in cui risultava cittadina greca di nome Eleni Manola e si è registrata ai servizi sanitari presso la Clifton Surgery”. La frode d’identità è venuta alla luce in ospedale e la Tafa aveva raccontato di essere stata costretta dal fidanzato, poi espulso dal Regno Unito. Era sicura che lui le avrebbe fornito i documenti legali.

Attraverso l’ambasciata greca si è scoperto che Eleni Manola esiste davvero. Tafa ha presentato una domanda formale di asilo nel Regno Unito al Ministero degli Interni, attualmente è in sospeso. Andrew Davies, avvocato difensore, ha dichiarato: “L’accusa ha sostenuto che l’intervento chirurgico le ha salvato la vita. L’Albania non ha un servizio sanitario gratuito. Se non avesse preso la decisione di farsi operare, chissà ora dove sarebbe”.

Tafa è stata condannata a 14 anni di carcere e si dichiarata colpevole di frode e possesso di carta d’identità con propositi scorretti. Un portavoce di Cardiff e Vale University Health Board ha dichiarato: “In Galles, la frode contro il sistema sanitario non sarà tollerata. Priva il servizio di fondi preziosi”.

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