Aereo Malaysia, Ue alza voce con Putin: “Collaboratori salgano o reagiremo”

di Stefano Secondino (Ansa)
Pubblicato il 20 Luglio 2014 20:46 | Ultimo aggiornamento: 20 Luglio 2014 20:46
Aereo Malaysia, Ue alza voce con Putin: "Collaboratori salgano o reagiremo"

Aereo Malaysia, Ue alza voce con Putin: “Collaboratori salgano o reagiremo”

ROMA – Europa e Stati Uniti alzano la voce con la Russia sulla vicenda del Boeing malese abbattuto in Ucraina. Merkel, Cameron e Hollande hanno chiesto a Mosca di permettere l’accesso agli ispettori Osce sul luogo del disastro, altrimenti l’Ue “ne trarrà le conseguenze”. Mentre il segretario di stato americano John Kerry ha affermato che il sistema missilistico che ha colpito il volo MH17 viene dalla Russia e che probabilmente sono stati i ribelli a sparare. Poi ha ribadito che sono possibili ulteriori sanzioni, d’intesa con gli europei.

Sul campo prosegue con difficoltà il lavoro degli ispettori internazionali dell’Osce. I miliziani filorussi continuano ad ostacolarli. Ma il governo ucraino pare aver trovato un accordo coi ribelli per il trasferimento dei corpi delle vittime: dovrebbero essere portati a Kharkiv, dove saranno accolti i parenti e saranno eseguite le autopsie. I cadaveri, dopo essere rimasti per giorni al sole e alla pioggia (trattamento “disgustoso”, hanno denunciato il premier olandese Mark Rutte e la cancelliera tedesca Angela Merkel), sono stati rimossi e caricati su un treno, con destinazione sconosciuta.

Gli insorti dicono di aver recuperato 196 delle 298 vittime complessive. Gli ispettori hanno potuto visionare solo sommariamente i cadaveri su tre vagoni refrigerati, alla stazione di Torez, vicino al luogo del disastro. In mezzo a un fetore insopportabile, circondati da miliziani armati e ostili, gli esperti non hanno potuto neppure contare i corpi. I filorussi hanno affermato anche di aver recuperato “materiale proveniente dalle scatole nere” e di essere disposti a consegnarlo ad osservatori internazionali.

Ma il governo di Kiev ha diffuso intercettazioni telefoniche (non verificabili) in cui un presunto ribelle dice a un compagno che “i nostri amici dall’alto, intendo la gente di Mosca” vogliono che le scatole nere vegano fatte sparire. Tornando all’ultimatum europeo a Mosca, è stato frutto di un colloquio telefonico a tre fra Hollande, Merkel e Cameron, come riferito dall’Eliseo.

Se la Russia non prenderà le “misure necessarie” per favorire l’accesso alla zona del disastro aereo in Ucraina, l’Ue “ne trarrà le conseguenze” martedì al Consiglio Affari Esteri, la riunione a Bruxelles dei ministri degli Esteri dell’Unione. In serata anche il premier italiano Renzi, presidente di turno della Ue, ha riferito che “stiamo seguendo con attenzione sia la situazione in Medio Oriente sia in Ucraina con alcuni contatti internazionali e ora farò alcune telefonate, la prima con il presidente Hollande, che ha avuto un colloquio telefonico con Putin. Il Consiglio europeo di martedì deve dare risposte nette e chiare”. Come previsto da molti analisti, il disastro del volo MH17 ha costretto i paesi europei a mostrarsi più duri con Putin, avvicinandosi alla posizione americana.

Il segretario di Stato Usa John Kerry oggi è stato ben poco diplomatico: “I ribelli in Ucraina hanno probabilmente abbattuto l’aereo della Malaysia Airlines. Nell’ultimo mese c’è stato un flusso di armi dalla Russia in Ucraina, ed è chiaro che il sistema di missili usato veniva dalla Russia”.

Kerry ha poi accusato gli insorti di aver alterato o fatto sparire le prove: “C’è bisogno di un accesso completo: è il momento della verità per la Russia. Alcuni dei leader dei separatisti sono russi. La Russia addestra i separatisti, li sostiene e rifiuta di chiedere loro pubblicamente di fare cose che sono necessarie. Ulteriori sanzioni sono possibili. Siamo in contatto con i nostri alleati europei su quali saranno le prossime mosse”. Anche l’Italia oggi si è detta disponibile a mandare un esperto dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo in Ucraina per indagare sul disastro.