Affare Profumo: lo scandalo a luci rosse che sconvolse Londra. La verità? Forse nel 2063

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 dicembre 2018 15:34 | Ultimo aggiornamento: 28 dicembre 2018 15:34
Affare Profumo: lo scandalo a luci rosse che sconvolse Londra. La verità? Forse nel 2063

Christine Keeler

ROMA – Secondo quanto riportato dalla stampa britannica, i file segreti di Whitehall sull’affare Profumo devono essere interpretati in modo alquanto piccante. John Major, ex Primo ministro britannico, all’epoca del suo mandato sembra abbia colto l’occasione per leggerli ma il suo governo ritenne il contenuto talmente esplosivo da rimandare la diffusione pubblica al 2063. 

Nel 1963 quando emerse che il ministro John Profumo aveva avuto una relazione con la diciannovenne Christine Keeler, lo scandalo scosse l’establishment.  Stephen Ward, un osteopata della società bene e presunto protettore di Keeler, era in rapporti abbastanza familiari anche con il Duca di Edimburgo tanto da poter fare il suo ritratto.   Tra una serie di accuse sessuali ad alto livello, corruzione e rischi per la sicurezza, il giudice Lord Denning fu invitato a svolgere da solo un’indagine ultra riservata sull’affair. 

Nel rapporto ufficiale pubblicato nel 1963 sostenne che non c’erano stati rischi per la sicurezza ma da alcuni fu visto come un tipico insabbiamento.  Le prove che aveva raccolto probabilmente contenevano accuse molto imbarazzanti sull’élite e furono eliminate, con lo stesso Lord Denning che ne chiese la distruzione. Cosa che non fu mai fatta.

Il protrarsi della segretezza, nonostante molte richieste di trasparenza nel corso degli anni, è stato attribuito al presupposto che le persone menzionate nel dossier siano ancora vive. I documenti, secondo la regola dei 30 anni, avrebbero dovuto essere rilasciati nel 1993 e l’allora Primo ministro John Mayor e il Guardasigilli James Mackay, furono invitati a riesaminare la questione.

Scrivendo al PM, il segretario di Gabinetto Robin Butler ha rivelato che il materiale “è conservato nella camera blindata del mio ufficio” e disse che il Guardasigilli così come il Cancelliere del Ducato di Lancaster, avevano concordato che doveva rimanere segreto per altri 70 anni. Ritenevano che “sarebbe sbagliato distruggere i giornali … riflettono un episodio straordinario ed evocano in modo molto potente il temperamento degli anni ’60… d’altra parte, data l’assicurazione di Lord Denning ai testimoni, non sarebbe opportuno diffondere il materiale dopo 30 anni”.

I file diffusi di recente mostrano un’annotazione di Alex Allan, segretario personale di Mayor, sulla lettera: “Primo ministro, soddifatto?”. Alcuni giorni dopo, Allan aveva informato Robin che Mayor era “soddisfatto della decisione secondo cui le prove sarebbero rimaste secretate per 100 anni” ma aggiunto in modo enigmatico: “C’è un punto che vorrebbe discutere con te.” L’aggiunta scritta a mano da Allan, due giorni dopo, sembra rivelare il punto di cui voleva parlare:”Nessun problema se il PM vuole recarsi nell’ufficio (di Butler) e leggere i documenti”.