Al Bano Carrisi, appello alla Russia: “Liberate gli attivisti di Greenpeace”

di Maria Elena Perrero
Pubblicato il 22 Ottobre 2013 16:37 | Ultimo aggiornamento: 22 Ottobre 2013 16:50
Al Bano Carrisi, appello alla Russia: "Liberate gli attivisti di Greenpeace"

Al Bano Carrisi (Foto Lapresse)

ROMA – Dopo i premi Nobel Al Bano. Il cantante di Cellino San Marco è l’ultimo “vip” a mobilitarsi per i 30 attivisti della Arctic Sunrise di Greenpeace arrestati in Russia. Secondo quanto scrive Lorenzo Forlani sull’Huffington Post,Al Bano, a Mosca per la reunion musicale con la ex moglie Romina, avrebbe accettato di rivolgere un appello alle autorità russe per la scarcerazione degli ambientalisti, tra cui c’è l’italiano Cristian D’Alessandro. A convincerlo è stato l ‘ambasciatore italiano a Mosca, Cesare Maria Ragaglini, dopo aver ricevuto la lettera dei due parlamentari (Michele Anzaldi del Pd e Bruno Molea di Scelta Civica) che gli hanno chiesto di domandare ad Al Bano Carrisi e Romina Power, cantanti molto apprezzati in Russia, di mobilitarsi sul caso degli attivisti. Al Bano ha fatto sapere che presto rivolgerà un appello alle autorità russe.

I 30 membri della Arctic Sunrise (28 attivisti e due giornalisti) erano stati arrestati il 19 settembre durante un’azione dimostrativa contro una piattaforma di Gazprom nel Mare di Barents. Accusati di pirateria, rischiano fino a 15 anni di carcere. Nei giorni scorsi undici premi Nobel per la Pace, tra cui Rigoberta Menchu e Desmond Tutu, hanno scritto una lettera al presidente russo Vladimir Putin per chiedere la liberazione dei giovani, 28 attivisti e due giornalisti.

Il governo olandese ha deciso di portare di fronte alla Corte Internazionale del Diritto del Mare di Amburgo, in Germania, la Federazione Russa per ottenere il rilascio dei 30 membri della Greenpeace Arctic Sunrise.

In Russia, però, l‘opinione pubblica non sarebbe così contraria alla detenzione degli ambientalisti. In base ai dati raccolti a fine settembre dall’istituto di sondaggi Vtsiom (controllato dal governo), il 60% dei russi crede che l’arresto sia stato appropriato. Solo il 17% pensa che la reazione russa sia stata eccessivamente dura e l’8% ritiene che sia stata troppo leggera. Non solo: per ben due russi su tre (il 66% del campione intervistato) le azioni degli ambientalisti stranieri contro le attività russe nell’Artico dovrebbero essere fermate.