Francia ferma al tabù della guerra d’Algeria: ne fa le spese il centenario Camus

Pubblicato il 17 settembre 2012 14:20 | Ultimo aggiornamento: 17 settembre 2012 14:20
albert camus

Albert Camus

AIX EN PROVENCE (FRANCIA) – La guerra di Algeria resta un tabù per i francesi, al punto che la polemica coinvolge anche il nome di Albert Camus del quale ricorre quest’anno il centenario della nascita. Trovare un curatore per la grande mostra celebrativa che la figlia Catherine Camus sta preparando a Aix en Provence sembra impossibile, una situazione da commedia dell’assurdo, una fatica di Sisifo, per citare il grande umanista nato in Algeria da una semplice famiglia di pied noirs.

Il curatore convocato in prima battuta, lo storico Benjamin Stora, era troppo poco indulgente con la colonizzazione francese e con la repressione delle spinte indipendentiste. Il sindaco di destra e la comunità cittadina dove è fortissima la presenza di francesi d’Algeria costretti al rimpatrio (i pied noirs appunto) non si fidavano di uno storico che ha rotto gli indugi storicisti che negavano finanche di pronunciare la parola “guerra”, preferendo i meno impegnativi (e infamanti) eufemismi come operazioni di polizia, mantenimento dell’ordine, pacificazione. Per dire, la figura di Francois Mitterand, affidata alla sua penna, ne esce parecchio ridimensionata, per non dire infangata: il futuro soppressore della pena di morte, firmava, da ministro, centinaia di esecuzioni degli oppositori politici algerini, negando sistematicamente la grazia.

Al posto di Stora, Catherine Camus chiama Michel Onfray, intellettuale star e autore di un fortunato saggio sull’opera di Camus. Sembrava l’uomo giusto, fino a quando non ha deciso, senza ascoltare nessuno, di ritirarsi dall’impresa. Non vuol fare la parte del traditore della sinistra al servizio dei “fascisti” dell’Oas e dei nostalgici dell’impero: scegliere di proseguire il lavoro di un intellettuale ingiustamente scaricato ha il sapore di un opportunismo ingiustificabile. Troppo per Onfray, che rapido ma non discreto tira i remi in barca.

Con parole di fuoco incendia il dibattito accusando tutti, la società francese ferma al tabù e prigioniera di un’assurda polarizzazione, le istituzioni reticenti, gli intellettuali vigliacchi, i giornali corrivi, i partiti interessati…Fuoco e fiamme che però hanno indispettito la figlia di Camus, tenuta all’oscuro e abbandonata nella ricerca di un curatore che a questo punto dispera di trovare. A meno di non affidarsi a “Lo straniero”.