Alfie Evans è morto. L’annuncio dei genitori su Facebook: “Il nostro bambino ha messo le ali” VIDEO

Pubblicato il 28 aprile 2018 8:38 | Ultimo aggiornamento: 28 aprile 2018 17:08
Alfie Evans è morto

Alfie Evans è morto. L’annuncio dei genitori su Facebook: “Il nostro bambino ha messo le ali”(foto Ansa)

LONDRA – Il piccolo Alfie Evans è morto la notte tra venerdì 27 aprile e sabato 28, alle 2.30 di notte, le 3,30 ora italiana. A comunicarlo i genitori con un annuncio sul gruppo Facebook di supporto alla causa del bambino, Alfies Army Official. La mamma Kate James ha scritto: “Il nostro bambino ha messo le ali stasera alle 2:30 Abbiamo il cuore spezzato. Grazie a tutti per tutto il vostro supporto”.

Alfie è morto cinque giorni dopo che i medici hanno staccato le macchine che lo tenevano in vita.

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“Il mio gladiatore si è arreso e si è guadagnato le ali. Abbiamo il cuore spezzato. Ti voglio bene figlio mio”, scrive il padre, Thomas, sempre sul social network.

Un ultimo disperato appello nella notte era arrivato via Facebook da Sarah Evans, la zia del piccolo Alfie, che aveva chiesto di mandare “preghiere” e “100 profondi respiri al nostro guerriero”.

E’ stato questo il segnale della crisi fatale per il bambino, dopo una giornata trascorsa apparentemente senza novità, con i genitori, Tom e Kate, ormai rassegnati alla fine delle speranze di un trasferimento in Italia e impegnati a dialogare con i medici dell’ospedale Alder Hey di Liverpool sulla possibilità di riportarlo a casa.  E proprio i medici dell’ospedale sono stati tra i primi a scrivere un messaggio di cordoglio, definendo la vicenda del piccolo un viaggio devastante: “Vogliamo esprimere – si legge nella nota – la nostra simpatia e condoglianze dal profondo del cuore alla famiglia di Alfie in questo tempo di estrema angoscia. E’ stato un viaggio devastante per loro. Ora chiediamo sia rispettata la loro privacy e la privacy dello staff dell’Alder Hey”.

Si è dunque  chiusa nel modo più amaro per i genitori di Alfie Evans, Tom e Kate, due generosi ragazzi inglesi del popolo poco più che 20enni, la battaglia per cercare di dare una speranza al loro piccolo: un bambino di nemmeno due anni colpito da una grave patologia neurodegenerativa non diagnosticata esattamente che aveva come spento una parte del suo cervello, pur senza ridurlo mai all’incoscienza totale.

Una battaglia legale, e di opinione pubblica, durata quasi sei mesi. A innescarla è stata proprio la richiesta dei medici dell’ospedale pediatrico Alder Hey di Liverpool, convinti che non ci fosse più nulla da fare e che ogni cura fosse ormai “inutile”, di staccare la spina.

Un atto a cui Tom e Kate si sono opposti fin da subito, ma senza riuscire a spuntarla. Forte della legge britannica, lo staff ospedaliero si è rivolto già a dicembre del 2017 ai tribunali del Regno, che in una serie di sentenze – a partire dal verdetto chiave emesso dal giudice dell’Alta Corte britannica Anthony Hayden a febbraio – hanno ripetutamente dato il via libera agli uomini in camice bianco e hanno sempre risposto ‘no’ ai genitori. Non sono serviti i ricorsi alla Corte Suprema di Londra, né quella alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo (chiamatasi fuori con una doppia pronuncia di “inammissibilità”).

E neppure gli appelli del Papa e la concessione della cittadinanza italiana per motivi umanitari, decisa il 23 aprile sullo sfondo della disponibilità del Bambino Gesù di Roma e del Gaslini di Genova di continuare a dare assistenza al piccolo su richiesta del papà e della mamma.

La sera dello stesso 23 aprile – in esecuzione di quanto stabilito dalla giustizia britannica e a dispetto delle proteste degli Evans e di un esercito di sostenitori (denominato Alfi’s Army) radunato di fronte all’ospedale di Liverpool, ma soprattutto online – i medici hanno infine staccato la ventilazione assistita. Alfie, contro tutte le attese, ha resistito da “guerriero” – nelle parole di papà Tom – respirando da solo per quattro giorni. E lasciando spazio a un estremo ricorso perduto in appello, prima della resa e dell’apertura di un dialogo dei genitori con i medici per riportarlo almeno a casa. Quando ormai non c’era più tempo.

Alfie era nato a Liverpool il 9 maggio 2016 e a Liverpool ed ora ha chiuso gli occhi per sempre, una decina di giorni prima del suo secondo compleanno. Agenzia Vista di Alexander Jakhangiev pubblica un video che racconta la vicenda del piccolo Alfie.

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